Tutela degli interessi permanenti

Nel così detto “ancien régime”, la tutela degli interessi permanenti era di fatto garantita dalla presenza di un sovrano ereditario e di una nobilità, anch’essa ereditaria e diffusa sul territorio. Un’ulteriore garanzia era data dai grandi ufficiali del regno, anch’essi scelti fra i nobili e di fatto proprietari del loro ufficio, anche se a titolo personale e non ereditario.

In una visione moderna, si potrebbe pensare ad un modello di stato che sia una sintesi delle forme di stato e di governo esistenti, in modo da prendere il meglio di tutte.

La storia dimostra che la volontà del popolo e la scelta della maggioranza sono illusorie, di fatto le scelte vengoni sempre fatte da minoranze e l’espressione della volontà popolare è sempre soggetta all’effetto di demagoghi e personaggi carismatici nonché all’azione dei mezzi di comunicazione di massa.

Esiste un ordine naturale, in cui il ruolo di governo è affidata ad un’aristocrazia basata sul merito. In mancanza di ciò, il governo cade in mano a minoranze più o meno capaci ed è spesso vittima di impulsi che nascono da attivisti e minoranze rumorose, che difendono gli interessi di una parte e sostengono diritti spesso inesistenti. Il difficile concetto di “bene comune” è incompatibile con il riconoscimento di tutte le richieste e, talora, dei capricci degli individui. 

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