Espiazionismo e cultura della cancellazione

Il termine “espiazionismo” compare nel racconto di fantascienza “L’ultimo castello” scritto da Jack Vance nel 1966 e vincitore del Premio Hugo nel 1967.

https://it.wikipedia.org/wiki/L%27ultimo_castello

https://en.wikipedia.org/wiki/The_Last_Castle_(novella)

Sono definiti Espiazionisti (Expiationists) un gruppo di nobili che si sono posti in volontario esilio per espiare gli abusi effettuati dal loro ceto sociale rendendo schiave altre specie.

Qualcosa di simile sta accadendo adesso alla nostra civiltà cristiana occidentale. Siamo capaci solo di autoflagellarci, accusandoci di avere rovinato il mondo e l’umanità, ricordando solo gli aspetti negativi della storia e dimenticando tutto il resto e talora sostenendo la così detta “cultura della cancellazione”, sulla quale si è recentemente pronunciata papa Francesco.

“Il vento del nord si mescola spesso con quello che spira da ovest. Questo Paese europeo, in particolare nella sua gioventù, condivide infatti gli stili di vita e di pensiero occidentali. Da ciò derivano grandi beni – penso per esempio ai valori della libertà e della democrazia –, ma anche rischi su cui occorre vigilare, perché la brama del progresso non porti a staccarsi dalle radici. Malta è un meraviglioso “laboratorio di sviluppo organico”, dove progredire non significa tagliare le radici con il passato in nome di una falsa prosperità dettata dal profitto, dai bisogni indotti dal consumismo, oltre che dal diritto di avere qualsiasi diritto. Per uno sviluppo sano, è importante custodire la memoria e tessere con rispetto l’armonia tra le generazioni, senza lasciarsi assorbire da omologazioni artificiali e da colonizzazioni ideologiche, che spesso avvengono, per esempio, nel campo della vita, del principio della vita. Sono colonizzazioni ideologiche che vanno contro il diritto alla vita dal momento del concepimento”.

https://www.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2022/april/documents/20220402-malta-autorita.html

“Il deficit di efficacia di molte organizzazioni internazionali è anche dovuto alla diversa visione, tra i vari membri, degli scopi che esse si dovrebbero prefiggere. Non di rado il baricentro d’interesse si è spostato su tematiche per loro natura divisive e non strettamente attinenti allo scopo dell’organizzazione, con l’esito di agende sempre più dettate da un pensiero che rinnega i fondamenti naturali dell’umanità e le radici culturali che costituiscono l’identità di molti popoli. Come ho avuto modo di affermare in altre occasioni, ritengo che si tratti di una forma di colonizzazione ideologica, che non lascia spazio alla libertà di espressione e che oggi assume sempre più la forma di quella cancel culture, che invade tanti ambiti e istituzioni pubbliche. In nome della protezione delle diversità, si finisce per cancellare il senso di ogni identità, con il rischio di far tacere le posizioni che difendono un’idea rispettosa ed equilibrata delle varie sensibilità. Si va elaborando un pensiero unico – pericoloso – costretto a rinnegare la storia, o peggio ancora a riscriverla in base a categorie contemporanee, mentre ogni situazione storica va interpretata secondo l’ermeneutica dell’epoca, non l’ermeneutica di oggi.”

https://www.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2022/january/documents/20220110-corpo-diplomatico.html

La nostra storia ha avuto certamente eventi positivi e negativi, bellezze e brutture, eroi e criminali che devono essere sempre considerati nel loro complesso, si vedrà allora che la civiltà cristiana occidentale, erede della civiltà greco-romana e della cultura ebraico-cristiana, ha dato un contributo fondamentale allo sviluppo dell’umanità, ivi compreso lo sviluppo di altre civiltà. Non dobbiamo dimenticarlo

Come già diceva papa Giovanni XXIII, non abbiamo bisogno di profeti di sventura.

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