Fonte: Gianluca di Castri – Project Management per l’Edilizia – Flaccovio, Palermo, 2009 – pag. 237
Esistono altri criteri di classificazione delle organizzazioni che è necessario conoscere. Un primo importante criterio è relativo allo scopo per cui le organizzazioni sono state costituite; sulla falsariga del testo di Blau e Scott, si distinguono:
- Organizzazioni di mutuo beneficio, i cui beneficiari principali sono i membri delle organizzazioni stesse. Sono organizzazioni di mutuo beneficio:
- le associazioni culturali, professionali o ricreative: per le associazioni culturali tuttavia l’attività di certificazione delle competenze esula in parte dal mutuo beneficio, e lo stesso può dirsi di alcune associazioni culturali i cui soci contribuisco ad un’attività che è rivolta all’esterno delle associazioni stesse.
- Anche le associazioni filantropiche appartengono ad un tipo misto, al confine fra il mutuo beneficio ed il servizio; i problemi principali di tali associazioni sono l’apatia dei membri e la tendenza alla formazione di gruppi oligarchici.
- Alla stessa categoria appartengono i sindacati, le associazioni imprenditoriali e tutte le associazioni di categoria, ivi comprese le associazioni di combattenti, veterani, mutilati e così via,
- i partiti politici, ancorché meritevoli di considerazioni di ulteriore approfondimento ed infine
- le comunità e le sette religiose chiuse.
- Organizzazioni con fini di lucro, i cui beneficiari principali sono i proprietari di esse, ancorché i benefici derivanti dall’attività si possano estendere ad altre parti interessate (stake holders) o alla collettività in generale. Si tratta di organizzazioni il cui scopo è la produzione di beni o servizi dedicati alla vendita: imprese industriali e commerciali, banche, compagnie di assicurazioni, società professionali. Appartengono a questa categoria, anche se non del tutto propriamente, quelle organizzazioni che producono beni e servizi destinati alla vendita ma senza fini di lucro, come è il caso di alcune imprese a partecipazione statale, delle casse di risparmio e simili; si tratta di un caso al limite con le organizzazioni di servizio che tuttavia, pur non avendo fine di lucro, dovrebbero essere comunque soggetto ad un vincolo di “non perdita”.
- Organizzazioni di servizio, i cui beneficiari principali sono quella parte del pubblico con cui l’organizzazione stessa è in contatto: centri di assistenza sociale, ospedali, scuole. Alcuni di tali servizi sono considerati servizi pubblici, ai quali tutti i cittadini dello stato hanno diritto ancorché le organizzazioni che li prestano non siano necessariamente organi dello stato stesso[1].
- Organizzazioni per il benessere pubblico o semplicemente organizzazioni pubbliche[2], il cui beneficiario principale sono le stesse persone che sono soggette allo sforzo organizzativo, cioè il pubblico in generale. Sono parte di questa categoria tutte le organizzazioni statuali, centrali o decentrate (esercito, polizia, fisco, ministeri, etc.); un caso particolare è quello delle Chiese, in particolare della Chiesa Cattolica e delle Chiese Ortodosse, il cui ministero è a beneficio di tutti gli uomini, passati, presenti e futuri.
La classificazione di Blau e Scott è complementare con quella di Jaques, relativa alle modalità di sostentamento con cui le organizzazioni finanziano la propria attività. Jaques distingue fra organizzazioni con ricavo garantito dall’attività, in cui il ricavo è garantito dalla vendita del prodotto, bene o servizio, dell’organizzazione stessa ed è pertanto, almeno in parte, sotto il controllo della direzione e organizzazione con ricavo garantito da sovvenzioni, determinate da un ente estraneo all’organizzazione; un caso particolare è il ricavo garantito da rendite, tipico di talune fondazioni. Questa classificazione è particolarmente interessante ed è in tabella comparata con la precedente:
| Ricavo da attività | Ricavo misto | Sovvenzioni | |
| Fini di lucro | Corrispettivi per la vendita di beni o servizi | Corrispettivi convenzionati o definiti per legge | |
| Servizio | Corrispettivi convenzionati o definiti per legge | Fiscalità, trasferimenti | |
| Pubblico | . | Fiscalità, rendite, trasferimenti, contributi volontari | |
| Mutuo beneficio | Quote associative |
[1] Se consideriamo ad esempio la prestazione dei servizi sanitari notiamo che essa può avvenire in strutture ospedaliere statali o parastatali i cui operatori sono direttamente o indirettamente dipendenti dello stato, in strutture private convenzionate, con o senza fini di lucro, in cui le prestazioni sono eseguite da privati e pagate dallo stato o da enti parastatali in base a tariffe convenzionate, in strutture private libere, con o senza fini di lucro, in cui le prestazioni sono eseguite a pagamento, in base a tariffe in parte convenzionate, e pagate dagli utenti o da una compagnia assicuratrice.
Più o meno simile la situazione dell’istruzione pubblica; in Italia, ad esempio, gran parte delle università sono organismi statali, nel Regno Unito sono una sorta di fondazioni senza fini dilucroche ricevono una tariffa annuale per ogni studente, differenziata per corso di studi. L’onere è sostenuto dalla Local Education Authority per gli studenti dell’Unione Europea,ma resta a carico dei singoli per gli studenti extracomunitari o “fuori corso”
[2] La parola pubblico ha molti significati; nell’uso corrente italiano moderno per “pubblico” si intende spesso “statale” oppure proprietà dello stato; in latino il termine publicus significa prevalentemente a disposizione di tutti. In Italia parlare di società pubblica significa dire che essa è proprietà del pubblico, cioè dello stato; nel Regno Unito si definisce public company quella i cui titoli di proprietà possano essere acquistati da tutti, cioè la nostra società per azioni quotata in Borsa.
BIBLIOGRAFIA
- Blau P.M. e Scott W.R. – Le organizzazioni formali – Franco Angeli, Milano, 1972
- Jaques, E. – Teoria generale della burocrazia – ISEDI, Milano, 1979
