1960: le Olimpiadi a Roma

La mia età mi permette di avere un buon ricordo della XVII Olimpiade del 1960. Non sono mai stato un appassionato di eventi sportivi, ma questo evento ebbe ben altra risonanza: nell’immaginario popolare il rientro a pieno titolo dell’Italia, dopo la guerra persa, nel consesso delle nazioni, non fu identificato né con l’ingresso nelle Nazioni Unite né con l’adesione alla NATO, gli eventi che fecero colpo sulle masse furono le Olimpiadi del 1960 e la visita della regina Elisabetta II nel 1961 (*).

Ritornando alle Olimpiadi, vediamo qualche particolare:

  1. Era convinzione di molti che le prossime Olimpiadi a Roma sarebbero state nell’anno 2000, l’unica alternativa possibile era considerata Atene; poi le cose sono andate diversamente ed ora, dopo esserci tirati indietro due volte, penso che faremmo bene ad evitare candidature almeno per i prossimi cinquanta anni.
  2. Il medagliere italiano fu uno dei migliori, terzi dopo URSS ed USA, con 13 ori, 10 argenti, 13 bronzi. (**)
  3. I lavori furono tutti finiti in tempo. La competenza era del Ministero della Difesa che riuscì ad esercitare un’azione di coordinamento, oggi diremmo di project management, degna di un grande evento; vero è che i lavori in via Nizza furono finiti solo cinque giorni prima, e lo stesso si può dire per altri lavori, ma comunque in tempo. Ed inoltre (udite, udite!), i manufatti non crollarono a fine mese, sono ancora lì:
    1. noi ancora oggi percorriamo il sottopasso che va da Corso Italia a Castro Pretorio,
    2. il Villaggio Olimpico è ancora lì, sarà anche brutto ma è stato utilizzato ed abitato per decenni e lo è tuttora,
    3. lo Stadio Olimpico, costruito perché l’esistente Stadio Flaminio era troppo piccolo, ha reso il suo servizio per decenni, finché non è stato necessario aggiornarlo a nuove esigenze,
    4. Anche il Palazzo dello Sport (progettisti: Pierluigi Nervi e Marcello Piacentini) è ancora lì, sembra che ora sia conosciuto come “PalaLottomatica”, preferisco non commentare
    5. la così detta via Olimpica è stata per decenni un’arteria fondamentale del traffico romano.
  4. Alcuni aneddoti che penso possano essere interessanti:
    1. durante la sfilata iniziale, gli atleti di alcuni paesi dell’America Meridionale salutarono le autorità a braccio teso, con un saluto che ricordava il saluto che gli italiani avevano usato fino a non molti anni prima, ed all’epoca molti di quelli che lo avevano usato erano in vita, la cosa destò interesse e piacque ai nostalgici, ma non suscitò le polemiche che un fatto simile avrebbe suscitato oggi, (***)
    2. all’EUR per tutta la durata delle Olimpiadi, fu attiva una birreria austriaca sotto un capannone o tendone, non ricordo bene, con cameriere di sesso femminile che utilizzavano come uniforme il costume detto dirndl:  i romani andavano lì non per bere la birra ma per vedere le “chellerine” (tedesco Kellerin -= cameriera), non mi dilungo sulle polemiche che oggi ne sarebbero derivate.
    3. Il discorso di Andreotti, Ministro della Difesa, fu centrato sulla riutilizzazione delle opere dopo la fine della manifestazione e non fu uno dei suoi discorsi migliori, mentre il discorso del Sindaco  ebbe un maggiore respiro (almeno questo è ciò che io ricordo; andando a spigolare in rete, ho trovato che il Sindaco era all’epoca Urbano Cioccietti, personaggio peraltro poco conosciuto)
  5. Non ricordo scandali per corruzione o concussione.

Oggi, dopo 58 anni, quando tutti coloro che ricordano bene l’evento sono morti o, nella migliore delle ipotesi, alla fine della loro attività, forse vale la pena di farne memoria e di rifletterci un po’ su.

GIANLUCA di CASTRI – 10 agosto 2018

(*) – Ella di fatto ricevette un’accoglienza entusiasta, non come rappresentante di una potenza vincitrice ma bensì come regina: mi piace pensare che l’accoglienza degli italiani ad un monarca straniero fosse anche frutto di un po’ di nostalgia per il monarca che essi avevano perso.

(**) – Vale la pena di ricordare che una volta fummo anche secondi (Los Angeles, 1932)

(***) – Ricordo chiaramente che all’epoca in Italia c’era molto interesse per tutto ciò che accadeva in America Meridionale.

 

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