Più si leggono libri o ricerche sulla prima guerra mondiale, più viene spontaneo chiedersi perché i tedeschi non abbiano vinto pur essendo di fatto superiori da un punto di vista militare.
Vediamo alcuni esempi:
- è evidente che di fronte a fortificazioni o trincee continue lunghe centinaia di chilometri non è possibile un’azione aggirante: la strategia delle potenze dell’Intesa (Francia, Gran Bretagna ed Impero Russo) cui si erano alleati altri paesi fra cui l’Italia prevedevano il così detto assalto ad ondate successive, cioè di fatto attacchi frontali distribuiti su una lunga tratta della trincea avversaria e ripetuti a breve distanza di tempo (stiamo parlando di frazioni di ora), mentre gli Imperi Centrali (1), in particolare i tedeschi, tentavano di identificare i punti deboli della fortificazione avversaria e su quelli concentravano i loro attacchi, inoltre
- mentre negli eserciti dell’Intesa le decisioni erano accentrate al vertice e venivano emanati ordini estremamente dettagliati, prescrivendo ad esempio la distanza che vi dovesse essere fra le varie ondate, negli eserciti degli Imperi Centrali, prescritto l’obiettivo e l’orario dell’azione, era lasciata maggiore autonomia ai comandanti sul campo (quest’ultima lezione fu appresa tuttavia dagli italiani dopo Caporetto, allorché comandanti di battaglione o di reggimento presero l’iniziativa di una difesa manovrata per ritardare l’avanzata austro-tedesca durante la ritirata sul Tagliamento e poi sul Piave; una strategia maggiormente elastica fu adottata successivamente dal Capo di S.M. Armando Diaz), ed infine
- le potenze dell’Intesa prevedevano turni di trincea di 30 o persino 40 giorni mentre i turni dei tedeschi e degli austriaci erano di pochi giorni, riducendo in tal modo il rischio di ciò che oggi definiamo “stress post-traumatico”.
Tuttavia i tedeschi persero la guerra, ed uno dei fattori importanti anche se forse non determinanti in maniera totale fu il collasso del fronte interno, la famosa “pugnalata alle spalle”.
(1) queste considerazioni non possono applicarsi all’esercito ottomano il quale, pur essendo stato organizzato da ufficiali germanici, aveva ancora notevoli carenze organizzative e logistiche
