Destra e sinistra (ulteriori considerazioni)

La mia convinzione è che per comprendere una dottrina politica la si debba portare alle estreme conseguenze, non perché essi vogliano effettivamente realizzarle ma solo a scopo, per così dire, didattico.
In ultima analisi, la differenza fra destra e sinistra è tra diversità ed eguaglianza: o, se preferite fra gerarchia ed anarchia.

  • La destra tende a valorizzare, al limite ad esaltare, la diversità fra ogni essere umano e tutti gli altri e pertanto ammette le differenze economiche e sociali, anche ereditarie, in quanto le considera un motore di sviluppo della società, valorizza i legami familiari e le tradizioni, stimola l’individualità e pertanto la creatività.
  • La sinistra d’altra parte tende a garantire la massima possibile eguaglianza fra tutti gli esseri umani, per questo è in ultima analisi contraria alla famiglia, strumento di trasmissione di valori e tradizioni particolari che possono favorire alcuni e non altri (Rawls)

Destra e sinistra in realtà non sono categorie politiche bensì antropologiche, le quali si riflettono poi nella politica in modo diverso in diverse situazioni storiche.

Pochi fra coloro che hanno trattato della materia hanno colto questa caratteristica, ne cito due: uno è Norberto Bobbio (1), che pur non essendo uomo di destra ha spiegato bene la differenza, l’altro è Léo Moulin (2), che ha affrontato il problema in maniera estremamente originale, trascendendo il semplice aspetto politico in favore di quello antropologico.

Personalmente, credo che ciò che è in crisi oggi non siano le categorie antropologiche di destra e sinistra, bensì il modo con cui la politica si rapporta ad esse.
Nella grande confusione odierna, le etichette di “destra” e “sinistra” vengono applicate spesso a caso o per motivazioni elettorali contingenti, senza neanche più tentare di comprenderne il significato.

(1) Norberto Bobbio, Destra e Sinistra, 1994

(2) Léo Moulin, La Gauche, la Droite et le péché originel, 1984

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