Nel suo libro “Le interpretazioni del fascismo” (Laterza, Roma, 1969) Renzo De Felice fa notare come il termine “fascista” sia stato via via usato in maniera sempre più generica e talora distorcente.
Esso di fatto è stato usato per l’unico regime di tipo fascista uscito indenne dalla guerra, cioè la Spagna di Franco, ma è anche stato usato per definire il regime conservatore di Salazar in Portogallo e quello di Perón in Argentina che con il fascismo poco avevano a che fare. Sono stati definiti fascisti diversi regimi conservatori dell’America latina, il regime greco dei colonnelli e, da parte cinese, è stato definito social-fascista il regime sovietico.
Trascorsi ormai oltre ottant’anni dalla fine del fascismo, il libro di De Felice è un importante studio che dovrebbe permetterci di consegnare il fascismo alla storia facendolo uscire dal dibattito politico.
Quando un evento può essere consegnato alla storia? Direi quando tutti coloro che hanno partecipato all’evento sono morti: l’ultima classe chiamata alle armi fu la classe 1925, che quest’anno di anni ne compie 101.
Gli ultracentenari in Italia al 01/01/2025 erano circa 23548, nella stessa data la popolazione era pari a 58.934.177, stiamo parlando di 400 individui per ogni milione di abitanti. Mi sembra che i tempi siano maturi.
