La parola “negro”  e la correttezza politica

In lingua inglese, in particolare negli Stati Uniti d’America, le parole “nigger” o “negro” sono considerate offensive perché usate in passato per gli schiavi, mentre fino a poco fa non era considerata offensivo il termine “black”, identificativo di un colore. Dico fino a poco fa, perché più recentemente è invalso il termine “afro-americano” applicato acriticamente a tutti coloro che hanno la pelle scura anche se la loro ascendenza è originaria dell’India che, come tutti sanno o dovrebbero sapere, non è in Africa.

Veniamo ora alla lingua italiana: la parola “negro” è una forma arcaica della parola nero, non ha nulla di offensivo ma ciò non ostante viene considerata politicamente scorretta: perché ci adeguiamo acriticamente a mode o dettami che nulla hanno a che fare con noi e la nostra lingua? (*)

Un’ultima considerazione: esistono almeno quattro denominazioni geografiche che significano “terra dei negri” e nessuno vuole cambiarle:

  • Sudan (dall’arabo Bilad as-Sudan, “terra dei neri”)
  • Guinea (dal termine della lingua tuareg (Berbero) aginaw/Akal n-Iguinawen = nero/terra dei neri,)
  • Nigeria (indirettamente , dal latino “niger”)

In English, particularly in the United States of America, the words “nigger” or “negro” are deemed to be offensive since they were used for the slaves, while until recently the term “black”, identifying a color, was not considered offensive. I’m saying until a little while ago, because more recently the term “Afro-American” is being applied uncritically to all those who have dark skin even if their ancestry is native to India which, as everyone knows or should know, is not in Africa.

Let’s now come to the Italian language: the word “negro” is an ancient form of the word black, has nothing offensive, however is considered politically incorrect: why we adhere uncritically to fashions or dictates that have nothing to do with us and our language? (*)

One last consideration: there are at least four geographical names that mean “land of blacks” and nobody wants to change them:

  • Sudan (from Arabic Bilad as-Sudan, “land of blacks”)
  • Guinea (from the term of the Tuareg language (Berber) aginaw/Akal n-Iguinawen = black/black land,)
  • Nigeria (indirectly , from the Latin “niger”)

(*) le stesse considerazioni si possono fare per altre lingue neolatine, in particolare per il castigliano – the same considerations can be made for other Neo-Latin languages, in particular for the castilian spanish

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