Moneta

Come la finanza non crea ricchezza ma la sposta nello spazio e nel tempo e, nel lungo termine, ne permette la conservazione del valore allo stesso modo la moneta non crea ricchezza ma rende ne possibile la gestione, in alcuni casi, può aiutare la crescita.

In ogni sistema economico, la quantità di moneta disponibile deve essere calibrata con il sistema stesso e le sue possibilità di sviluppo.

Un eccesso di moneta produce inflazione, un difetto di moneta rende difficile il funzionamento dell’economia ed alla fine lo strangola.

4 commenti

  1. Alla moneta è strettamente legato il “potere di conio”; un potere riservato al Sovrano divenuto poi, con l’avvento degli stati nazionali, potere di una nazione.
    Secondo coloro che ritengono di aver raccolto la tradizione Sturziana, il fondatore Don Sturzo del Partito Popolare Italiano (successivamente Democrazia Cristiana, di cui Aldo Moro fu fra gli ultimi autorevoli esponenti) sarebbe stato favorevole a “ONE WORLD, ONE CURRENCY”, ma senza il dominio di una nazione su un’altra e senza il privilegio e la dominanza di una specifica moneta nazionale.
    La fine del Gold Standard nel 1971 fu contrassegnata dalle parole del presidente americano Nixon “The dollar is our currency, but it’s your problem”. Oggi, con la UE va diffondendosi – secondo i cosiddetti “sovranisti”- l’idea che “Euro is our currency and is our problem”. Ironicamente, fatto distintivo, sembra essere che “il problema” è sempre e comunque aldiquà dell’Atlantico, salvo che per Il Regno Unito (e pochi altri), che non ha mai rinunciato alla sua moneta, e dall’Unione Europea ne è uscito, con la Brexit, nonostante avesse negoziato con la UE di poter trovare riconosciute e accettate le seguenti condizioni:
    – conservare la sterlina come propria moneta;
    – non essere obbligati a far parte di un superstato europeo comune;
    – non essere obbligati a far parte di un esercito ed una intelligence europea comune.
    Condizioni che sarebbero state invece negate dalla UE a qualunque altro paese membro.
    Cosi, dimenticando che l’UK è un paese che insieme agli USA ha vinto il Nazismo e il Fascismo in Europa occidentale (cosa che la Russia ritiene di aver fatto per l’Europa Orientale), sono in molti a chiedersi se non fossero proprio loro “I VERI SOVRANISTI”. Se lo sono chiesto non solo in Italia – paese che ha perso l’ultima guerra e ritiene di essersi riscattato, attraverso la Resistenza, il diritto a oltre 70 anni di dignitosa “libertà (vigilata)”. Dunque, con gratitudine, “non guai ai vinti”, ma occorrerebbe ricordare che i Romani, invece, nella vittoria (ed è pratica antica), facevano “schiavi di guerra” i perdenti, per costruire il loro Impero e li trasformavano tutt’al più in liberti dopo una intera vita al loro fedele servizio. Ma, al tempo stesso, i Romani concedevano la Cittadinanza ai popoli che accettavano il loro dominio. Per cui, oltreatlantico, sembra il momento di incominciarsi a chiedere se piuttosto che tenere in vita un esperimento di Unione Europea che ha ben mostrato i suoi limiti, non sia più opportuno optare per una palese “cittadinanza (collettiva)” (civis romanus sum!) che aggiunga una o più stelle alla bandiera americana; magari attraverso scelte democratiche che diano efficace prova dell’autodeterminazione dei popoli di cui parla la dichiarazione dei diritti dell’uomo di Jefferson.
    Se non altro, ne uscirebbe salvo il concetto di “democrazia”.
    Un simile processo, seppur caratterizzato dai metodi autocratici ed impositivi, tipici dell’est europeo, cioè senza passare per una verifica della “volontà popolare” e utilizzando un pacifico “dialogo” (forse sollecitato da tempo e sottovalutato?), non è altro se non ciò che sta tentando la Russia in modo aggressivo, cruento e pericoloso con l’Ucraina, che ritiene area vitale per la sua propria esistenza, almeno in parte, al punto di avvertire tutto l’occidente che potrà ricorrere all’arma nucleare se la propria sopravvivenza verrà minacciata.
    Nel frattempo, tra le speranze e sollecitazioni affinché tacciano le armi e si riprenda a dialogare, le persone comuni sembrano dover constatare l’avvio di un asse Mosca-Pechino e l’emergere, per la stessa esistenza del sistema economico complessivo, la tendenza a provvedere un collaterale (oltre il PIL) di garanzia per qualunque moneta nazionale, ruolo che svolgeva l’oro in passato.
    Se fosse veramente così, non si tratterebbe di vittoria per nessuno, ma tantomeno per “oligarchi” da un lato e “magnati” dall’altro, che, “soffiando sul fuoco” delle guerre valutarie e non solo, possono aver ambito ad acquistare facilmente attraverso la carta stampata porzioni di questo Mondo, pur ridotto in macerie. Tali porzioni di “Mondo”, che non sono e non possono essere proprietà di nessuno, sono forse destinate piuttosto alla vita dei popoli; che al più le possono “possedere”, finché a tali popoli è consentita l’esistenza. E sarebbe qui inutile disquisire sulle differenze, non solo semantiche, tra proprietà e semplice possesso.

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  2. Sto riflettendo sulla possibilità che in in prossimo futuro la base internazionale per la moneta, in sostituzione dell’oro o dell’argento usati in passato, possa essere una grandezza energetica, ad esempio il kWh di energia elettrica o, in alternativa, una quantità di energia elettrica espressa in Ah. Pubblicherò qualcosa sull’argomento e mi piacerebbe conoscere la sua opinione in materia

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    1. Presidente, altro che Kilowattora o Amperora , sarebbero unità troppo piccole! Purtroppo, se questa che alcuni esperti militari definiscono “proxy war” continua con contrapposte istigazioni e provocazioni ad allontanare la pace, abusando del sangue degli Ucraini e dei Russi (e della pazienza dei Popoli!), potremmo più probabilmente ipotizzare l’intenzione di una futura economia basata o sul dollaro o sullo yuan che è garantita da un “collaterale” espresso in MegaTons di potenza nucleare distruttiva, a difesa della propria moneta, dei propri bond, della propria indipendenza, della propria economia. “Follia globale”? Non so, vedremo! Ma, una vena non proprio “capillare” in questa direzione la possiamo già “osservare” ora nelle “intenzioni” di qualche “grande testa” che confida nella “FORZA”; nefasto preludio ad un’alba che sarebbe solo quella de “Il Giorno Dopo” l’estinsione umana. Miserere…

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      1. Parlando di Ah o kWh non intendevo considerare la maggiore o minore grandezza, è ovvio che si dovrebbe trattare di MWh il problema è se sia più corretto usare una unità di quantità come l’Ah o suo multiplo oppure una unità di energia. Qualche tentativo a livello locale negli Stati Uniti ha utilizzato l’unità di energia, anche perché in tal modo viene fatturata l’energia elettrica e non sarebbe stato possibile fare altrimenti

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