Frammenti

Prima o poi, della civiltà occidentale, della nostra civiltà, non resteranno che ruderi e della nostra letteratura solo frammenti, come, ad esempio, già ora con la poesia di Pindaro o  Mimnermo. Quando? Secondo diversi studiosi che in realtà altro non fanno se non proiettare il passato verso il futuro, già nel 2500 la nostra civiltà non esisterà più anche se ve ne saranno ancora i ricordi: monumenti per lo più in rovina, biblioteche e pinacoteche bruciate solo in parte.

Poi finirà anche la storia umana: pensiamo ai futuri abitanti della Terra, grosse scimmie antropomorfe con le corna, i maschi con due corna laterali e le femmine con un solo corno frontale, vestiti come uomini del XVII secolo.

Una coppia di fidanzati (scimmioni, naturalmente: spero non pensiate ad un uomo e ad una donna) si reca al museo e, nel salone dedicato alla poesia, trova la vetrina della poesia italiana.

Cosa troverà delle poesie di Giacomo Leopardi? Il canto notturno di un pastore errante per l’Asia, in realtà solo i primi versi:

Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,

Silenziosa luna?

Sorgi la sera, e vai,

Contemplando i deserti; indi ti posi.

Ancor non sei tu paga

Di riandare i sempiterni calli?

E di Giosué Carducci? Solo Jaufré Rudel, ed in definitiva solo quattro versi del poema, forse un po’ strani, per un poeta di impostazione laicista.

“Contessa, che è mai la vita?

È l’ombra di un sogno fuggente.

La favola breve è finita,

Il vero immortale è l’amor.”

E veniamo a Giovanni Pascoli: l’inizio dell’Aléxandros

Giungemmo: è il Fine. O sacro Araldo, squilla!

Non altra terra se non là, nell’aria,

quella che in mezzo del brocchier vi brilla,

o Pezetèri: errante e solitaria

terra, inaccessa.

Di Francesco Petrarca si salva la prima strofe di “Chiare, fresche e dolci acque” o, forse, solo i primi tre versi

Chiare fresche e dolci acque

ove le belle membra

pose colei che sola a me par donna

Di Gabriele d’Annunzio, lascerei alcuni frammenti della Fiaccola sotto il moggio, mentre per la Divina Commedia penserei ad un salvataggio quasi integrale, come è già avvenuto per l’Odissea, l’Iliade e l’Eneide. Ma se dovessi scegliere solo un frammento, io lascerei:

Per me si va ne la città dolente,

per me si va ne l’etterno dolore,

per me si va tra la perduta gente.

Giustizia mosse il mio alto fattore:

fecemi la divina potestate,

la somma sapienza e ‘l primo amore;

dinanzi a me non fuor cose create

se non etterne, e io etterno duro.

Lasciate ogne speranza, o voi ch’ entrate.

Cosa ne pensate di questa visione del futuro? Sono troppo ottimista?

2 commenti

  1. Sulla scala dei miliardi di anni il Sole ingloberà la Terra con tutta la sua orbita e la vita sulla Terra come la conosciamo oggi è destinata a scomparire. Ce lo dice la Fisica dell’evoluzione stellare.
    Sulla scala delle centinaia di milioni di anni (anno galattico) la Terra si troverà esposta alle fortissime radiazioni provenienti dal nucleo galattico attivo nel centro della nostra galassia; come ci insegna Paul Davis nel suo “Uno strano silenzio”, un excursus sull’interrogativo se siamo solo nell’universo.
    Sulla scala di qualche decine di milioni di anni un asteroide di grandi dimensioni (>1Km) colpirà la Terra e la vita sulla Terra come la conosciamo oggi è destinata a scomparire. Ce lo dice la NASA nel suo rapporto del 2004 in merito al rischio di impatto di asteroidi (vedi http://roccomorelli.blogspot.com/2021/04/la-minaccia-degli-asteroidi-indagine.html ), su cui è attivo un servizio di monitoraggio continuo (vedi JPL), visto che asteroidi di più modeste dimensioni non sono affatto innocui.
    Di solito associamo una elevata probabilità di accadimento ad eventi temporalmente collocati molto vicini a noi; e, viceversa, una scarsa probabilità a quelli lontani. Insomma, non riusciamo a predire cosa accadrà domani, quindi nel breve, ma nutriamo certezze sul lungo periodo grazie alla Scienza. E se in essa crediamo, come abbiamo il diritto di credere, ce n’è a sufficienza per concludere che la Terra – capolavoro di ingegno e di bellezza, come tutto il Creato (caratterizzato da eventi violenti) – appare un posto che periodicamente diviene alquanto inospitale per la vita umana. Gli uomini possono venirci “in vacanza” (la loro breve esistenza!) ma non possono pensare di starci molto a lungo anche se la caducità della specie, che ben conosciamo, non esistesse. Forse occorrerebbe preoccuparsi molto di più, invece, della “fine” della “vacanza” e quindi della ripresa dell’abituale “lavoro”! Sarà dura!

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  2. Evidentemente quando faccio riferimento alla civiltà destinata a finire verso il 2500 il riferimento è alla civiltà occidentale e non alla possibilità di altre civiltà umane sulla Terra, la domanda che pone il testo è: cosa resterà della nostra civiltà occidentale fra mille o duemila anni? Gli scimmioni antropomorfi sono invece un divertimento tratto da una nota serie di fantascienza, ho aggiunto le corna perché così li trovo più simpsatici.

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