Christopher Dawson – La genesi dell’Europa – Lindau, Torino, 2017

A prima vista, l’aspetto che più colpisce dell’opera di Roma è quello militare, tuttavia l’aspetto più importante, nella storia della cultura, è stato il processo di urbanizzazione, in particolare l’introduzione in Europa occidentale della città e, di conseguenza, dell’idea stessa di cittadinanza e la conseguente tradizione civica, che è stata la più grande creazione della cultura mediterranea. I militari romani, in particolare i genieri, ne furono gli artefici e l’esercito stesso fu organizzato da Augusto come preparazione alla cittadinanza e strumento di diffusione della cultura e delle istituzioni romane.

Per tutta l’età ellenistica ed imperiale la città era stato il luogo dominante della cultura che ui popoli conquistati accettavano passivamente. Con l’avvento del cristianesimo si determinò un declino della città e della borghesia urbana ed una rinascita dell’attività culturale dei popoli conquistati.

L’influsso orientale mutò il carattere dell’Impero Romano già con Aureliano, che introdusse l’idea orientale di una monarchia sacra ed istituito un monoteismo solare come culto ufficiale, spianando così la strada all’accettazione del cristianesimo. L’impero romano cristiano di Oriente, impropriamente detto bizantino,  è un fenomeno parallelo al nuovo regno zoroastriano della Persia sassanide. Di fatto, il sacro romano impero (Sancta Respublica Romana) fu, in un certo senso,  una creazione di Costantino e di Teodosio  

La Mesopotamia era luogo d’incontro di culture diverse, un palinstesto in cui, dal tempo dei Sumeri, ogni civiltà aveva lasciato traccia. Era difficile per i nuovi dominatori arabi conservare l’ortodossia e l’etiuca puritana dell’islam delle origini, la civiltà abbaside benché araba di lingua ed islamica di religione, ebbe un contenuto culturale derivante dalle civiltà che erano state assorbite nell’impero.

La cultura romana orientale (bizantina) aveva preservato la cultura classica più di quanto avesse fatto l’occidente, tuttavia essa era appannaggio di una classe ristretta e molto erudita legata alla corte ed alla capitale, mentre i popoli slavi ereditarono solo gli elementi artistici e religiosi. L’eredità culturale della cultura greca non fu assorbita dalle culture dell’Europa orientale, bensì dall’Occidente latino.

La cultura bizantina preservò fedelmente la sua tradizione originale, ma fu impotente a creare nuove forme sociali e culturali: la vita spirituale e culturale era modellata sullo stampo immutabile di uno stato ecclesiastico, mentre in Occidente, nell’alto Medioevo, non esisteva alcuno schema politico fisso, lo stato era ridotto all’essenziale e non era neanche in grado di mantenere le forme della vita civile, ci si rivolgeva alla Chiesa per una guida culturale e, grazie alla sua indipendenza spirituale, essa possedeva un potere di iniziativa sociale e morale che in oriente non esisteva (271) 

L’Europa occidentale raggiunse per la prima volta una certa unità culturale in epoca carolingia, che segnò la fine del dualismo culturale che esisteva fra l’ideale di unità rappresentato sia dall’Impero Romano che dalla Chiesa Cattolica (326)    

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