Chicco Testa-Elogio della crescita felice: contro l’integralismo ecologico -Marsilio, 2020

In opposizione all’ambientalismo dei profeti di sventura, che si limitano a prevedere catastrofi senza proporre soluzioni praticabili, Chicco Testa, già presidente di LEGAMBIENTE e di ENEL, in questo suo libro evidenzia la necessità di sostenere il progresso tecnico e scientifico che solo può migliore l’efficienza energetica, ridurre l’inquinamento e garantire ricchezza e benessere e ribadisce che il principale nemico dell’ambiente non è l’uomo bensì la povertà.

Si tratta di un libro da leggere per chiunque voglia avere una visione obiettiva dei problemi ambientali: l’autorevolezza dell’autore ne garantisce l’obiettività.

Il primo esempio di attualità da lui riportato è quello delle epidemie, contro le quali l’unico rimedio non è nell’isolamento, fatti salvi i provvedimenti di breve termine, e nella distruzione della struttura economica e sociale che ne deriva ma nella ricerca scientifica che sola può produrre i rimedi. Rimedi che ostacolano il corso della natura, e si oppongono alla selezione naturale come l’uomo sta facendo da secoli perché iscritto nel suo codice genetico c’è il desiderio di vivere a lungo ed in buone condizioni e di “popolare la Terra“.

  • gli eventi calamitosi sono sempre accaduti e continueranno ad accadere, essi destano reazioni emotive e mediatiche che possono alterarne l’interpretazione
  • le grandi partite ambientali non si giocano in Europa ma nel resto del mondo, il grande nemico è la povertà: agli inizi del XIX secolo solo il 6% della popolazione mondiale viveva al di sopra della soglia di povertà, oggi è il 90%
  • il fondamentalismo ecologico, condannando senza appello il mondo contemporaneo, vuole riportare la civiltà indietro di secoli; inoltre l “‘ambientalista collettivo” è spesso male informato e nutrito di luoghi comuni senza fondamento; Testa, come molti altri, identifica nell’ambientalismo una sorta di “religione laica” che ha preso il posto occupato dal socialismo
  • dal punto di vista ambientale, la plastica ha consentito di sostituire materie prime rare con derivati del petrolio, risorsa ancora disponibile in abbondanza di cui essa conserva il valore d’uso, prima di demonizzarne in maniera generica qualsiasi uso è necessario sapere che si tratta di materiali diversi, in continua evoluzione e miglioramento; palloncini, cannucce, sacchetti ed altri oggetti vietati sono meno dell’1% della plastica prodotta ed utilizzata
  • una sera politica ambientale non deve porsi l’obiettivo generico e privo di senso di “salvare il pianeta”, bensì quello di governare l’equilibro ecologico e di utilizzare e quando possibile moltiplicare le risorse disponibili: preservare in modo dinamico un certo equilibrio ecologico che consenta alla specie umana di crescere, riprodursi e raggiungere un certo benessere diffuso per il maggior numero possibile di abitanti, conservando il patrimonio biologico rappresentato da una ricca biodiversità ed il patrimonio culturale accumulato nei secoli.
  • la gestione dei rifiuti è un fattore per cui serve una strategia nazionale che eviti il trasferimento degli stessi e ne permetta il compimento del ciclo di gestione in ambito locale
  • benché l’autore concordi con l’opinione della maggior parte della comunità scientifica circa la necessità di ridurre i gas “climalteranti”, precisa che la climatologia non è una scienza esatta e che è soggetta ad un’infinità di variabili ed a cicli plurisecolari, pertanto il dubbio è lecito e l’opera di criminalizzazione nei confronti degli scienziati “negazionisti” è non solo inaccettabile, ma altresì dannosa per la scienza
  • qualche grado un più nelle temperature terrestri può creare problemi e portare a cambiamenti importanti, ma non mettere in dubbio la sopravvivenza della specie, è probabilmente possibile conciliare la sopravvivenza della nostra civiltà ed il nostro modello di sviluppo con l’equilibrio ecologico
  • una fonte ideale di energia dovrebbe rispondere a cinque requisiti: concentrazione, programmabilità, divisibilità, trasportabilità e basso costo, ad essi si aggiunge la sostenibilità
  • la politica ambientale è piena di buone intenzioni, ma deve essere giudicata dalla capacità di ottenere risultati, l’obiettivo deve essere
    • preservare l’ambiente, ridurre le emissioni e proteggere la biodiversità ed al tempo stesso
    • migliorare il livello di benessere mondiale, stimolando la crescita economica nella giusta direzione
    • ciò si può ottenere stimolando l’innovazione tecnologica in modo da rendere permanente ed efficace il disaccoppiamento fra crescita economica e consumo di risorse abbandonando la contrapposizione fra stato e merca
  • vi sono due impostazioni:
    • nostalgica (reazionaria), che attribuisce tutti i danni ambientali alla modernità fino a sconfinare nel disgusto per la nostra civiltà
    • neotecnica, che punta ad una ad una riconciliazione fra uomo ed ambiente con lo sviluppo di nuove tecnologie ed utilizzando le risorse senza sprecarle

Gianluca di Castri, 01/02/2020

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