Il rilancio economico dell’Italia dopo la pestilenza

Innanzi tutto è necessario prendere atto che ci sarà una grave recessione, il cui impatto e la cui durata sono al momento difficili da prevedere, in quanto dipendono

  • dalla durata dell’attuale fase di emergenza, nonché dal modo in cui essa finirà e
  • dai provvedimenti che saranno presi sia dal Governo italiano che dall’U.E.

In ogni caso, vi sarà una pesante recessione, dalla quale il recupero sarà lento a causa della notevole isteresi dell’economia italiana (con tutti i vantaggi e gli svantaggi che ciò comporta).

Per una previsione degli effetti sul PIL, possono aiutare i dati storici: ad esempio, la base di dati del progetto Maddison fornisce i dati del PIL italiano dal I secolo dopo Cristo ad oggi, con cadenza annuale dal 1800.

Si fa spesso il confronto con la peste, ma si tratta di un confronto improprio: la peste ha devastato l’Europa più volte, ed è stata endemica dal XIV al XVII secolo, causando un grande impatto demografico che non è previsto possa avvenire per  l’attuale epidemia che, in parole povere, uccide migliaia e non milioni di persone.

Lo stesso si può dire per la così detta “influenza spagnola”, il cui impatto demografico si sommò a quello della Prima Guerra Mondiale.

I confronti più adatti sono:

  • l’influenza asiatica del 1957-58
  • l’influenza detta di Hong Kong del 1968-69
  • la SARS del 2003
  • la recessione iniziata nel 2008, anche se dovuta a diversa causa.

Da un esame dei dati, si deduce che l’unico evento comparabile sia la crisi finanziaria  del 2008, che ha causato una recessione che, sia pur con alterne vicende, è durata sino al 2014.

Tenendo in considerazione che le capacità umane di prevedere il futuro si limitano alla proiezione di eventi passati, personalmente ritengo che avremo una pesante recessione nel 2020 che si protrarrà per buona parte del 2021, dopo di che inizierà una lenta ripresa che ci riporterà in pari fra il 2024 ed il 2026.

Questo quadro potrebbe migliorare qualora vi fosse una forte azione comune dell’Unione Europea.

In caso di inerzia dell’Unione Europea o, peggio, di un suo dissolvimento, il quadro dei prossimi anni sarebbe decisamente più negativo, mentre allo stato non credo sia possibile fare previsioni a medio e lungo termine.

RECESSIONE2008

Un’ultima considerazione riguarda i provvedimenti che potrebbero anticipare la ripresa e migliorare il quadro generale. A parte i provvedimenti di cui tutti parlano (iniezione di liquidità del sistema, riduzione della pressione fiscale ed eventuali sgravi e condoni), ne segnalo due di cui al momento si parla meno:

  • semplificazione amministrativa: non ha senso che in Italia riusciamo a fare bene le cose solo in tempi di emergenza, perché in condizioni normali siamo vittime di una degenerazione burocratica che soffoca qualsiasi iniziativa e che permette a chiunque di ostacolare un progetto e causarne il rinvio per tempi molto lunghi; è necessario semplificare e tenere sotto controllo tutte le procedure amministrative, pur senza eliminarne i contenuti essenziali.
  • miglioramento della rete: la diffusione dei metodi di lavoro in modalità remota durante il periodi di blocco delle attività ha portato alla luce alcune limitazioni della rete Internet che è necessario correggere, e correggere subito (pur non essendo un esperto del settore, credo che la soluzione sia portare la fibra ottica ad ogni utente ed il WiFi in ogni piazza)

Gianluca di Castri – 04/04/2020

 

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