Niall Ferguson – Occidente – Mondadori, Milano, 2012

L’Occidente ha goduto di una netta supremazia sul resto del mondo per gli ultimi 500 anni, il divario fra il reddito medio occidentale e quello cinese ha iniziato ad aprirsi agli inizi del XVII secolo ed ha continuato fino agli anni ‘70 del XX secolo ed anche oltre, per poi ridursi rapidamente. Per rispondere alla  domanda se la supremazia occidentale sia finita, è necessario comprendere in cosa essa sia consistita.(7)
Il futuro deve interessare più del passato? Non esiste alcun futuro, ma solo diversi possibili futuri mentre, pur nelle diverse possibilità interpretative, il passato è unico e ci è indispensabile per comprendere ciò che accade oggi e ciò che può accadere domani. La popolazione attuale è solo il 7% degli essere umani vissuti sulla terra, il numero dei morti supera il numero dei vivi nel rapporto 14:1; tuttavia, la storia non è una scienza esatta, non esiste alcuna possibilità di ripetere, come singolo esperimento, nessun evento passato.(9) Secondo il filosofo Oxford Robin G. Collingwood lo storico non studia un passato morto bensì un passato ancora vivo nel presente (documenti, manufatti, tradizioni), ogni storia è storia del pensiero e la conoscenza storica è rimettere in atto, nella mente dello storico, il pensiero la cui storia egli sta studiando (9)
Per gran parte della storia, l’aspettativa di vita è stata meno di metà di quella attuale, perciò la vita sembrava precaria e piena di dolore e la civiltà del passato è stata costruita da persone ancora giovani (esempi pag. 12). Chi può dire quali altre opere avrebbero compiuto tanti geni del passato, se fosse stata loro concessa una vita più lunga?
Competizione e monopoli, scienza e superstizione, libertà e schiavitù, medicina e massacri, lavoro ed indolenza: l’Occidente è stato padre del bene come del male ed alla fine ha vinto il migliore e per questo l’Occidente ha prevalso. Anche le civiltà sottomessi o trasformate erano piene di difetti il più evidente dei quali era l’incapacità di garantire ai propri cittadini uno stabile progressi della qualità materiale della loro vita (15-16)
Civiltà dal francese “civilisation”, termine usato per la prima volta da Turgot nel 1752: come dice l’etimo della parola, una civiltà ruota attorno alle proprie città, essa è composta da leggi, cinte murarie, costituzioni, costumi, usi civili o di altra natura, laboratori di scienziati e studi di artisti,proprietà terriera e paesaggio agreste. Anche la qualità della vita presenta molteplici aspetti, non tutti misurabili col reddito pro capite o l’aspettativa di vita. Tuttavia una città non basta a costituire una civiltà, che non è solo una risposta delle popolazioni alle sollecitazioni ambientali in cui vivono, ma è un fatto culturale rappresentato, spesso ma non sempre, da una comunione di religione o di lingua, una civiltà è la forma maggiore di organizzazione umana, superiore anche agli imperi, esse sono poche di numero ma non molto distanti l’una dall’altra. (Quigley, Huntington) (23)
A cominciare dalla fine del XV secolo i piccoli stati dell’Europa occidentale, con le loro lingue di derivazione latina con influssi greci, la loro religione di derivazione semitica ed enormi debiti culturali (matematica, astronomia, tecnologia9 verso l’Oriente produssero una civiltà capace di conquistare i grandi imperi orientali e di soggiogare il resto del mondo convertendo intere popolazioni allo stile di vita occidentale, conversione ottenuta più con la parola che con la spada. Alcuni storici sostengono che l’Occidente non possa arrogarsi alcuna superiorità sull’Oriente, ma ciò è assurdo, nessuna civiltà ha mai esercitato un dominio paragonabile. Nel 1500 le future potenze imperiali detenevano il 10% della superficie del pianeta con il 16% della popolazione, nel 1913 undici imperi occidentali (Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Olanda, Portogallo, Spagna, Russia, Regno Unito, stati Uniti) controllavano quasi 3/5 del territorio e della popolazione ed il 79% della produzione economica globale,l’aspettativa di vita in Inghilterra era quasi il doppio che in India, l’alimentazione era migliore per tutti e si rifletteva in una statura più alta.Nel 1500 la città più grande era Pechino con una popolazione di 600-700.000 abitanti e delle dieci città più grandi del mondo solo una era in Europa, Parigi con 200.000 abitanti mentre Londra ne aveva, forse, 50.000; nel 1900 solo una delle dieci città più grandi era in Asia (Tokyo), mentre Londra con una popolazione di 6,5 milioni di abitanti era la prima megalopoli (25)
L’ascesa della civiltà occidentale è il più importante fenomeno del II millennio dopo Cristo, cosa le ha permesso di scavalcare civiltà ed imperi apparentemente più solidi? Dire “l’imperialismo” è una tautologia, di fatto è ripetere la domanda, vi furono imperi anche prima e proprio nel XVI secolo alcuni imperi asiatici erano in forte espansione (Impero Ottomano, Persia safavide, India Moghul e Cina Ming))(29).
Essi sono più potenti perchè sanno di più; il sapere prevarrà sempre sull’ignoranza come l’uomo domina sugli altri animali. Ma del fatto che il loro sapere sia maggiore del nostro, non so dove vada ricercata la ragione se non nell’imperscrutabile volontà dell’Essere Supremo (citazione pag. 31)
Ciò che ha contraddistinto l’Occidente sono sei nuove e ben precise forme istituzionali: competizione, scienza, diritti di proprietà, medicina, società dei consumi, etica del lavoro (33)
La Civiltà Occidentale ha già conosciuto il declino ed il crollo (Impero Romano,prima versione della civiltà occidentale)- Questa civiltà crollò con estrema rapidità, nello spazio di una generazione.
DEFINIZIONI (33-34)
Competizione: una decentralizzazione della vita politica ed economica, che ha fatto da piattaforma di lancio sia per gli stati nazionali che per il capitalismo
Scienza: un modo di studiare, comprendere e trasformare il mondo naturale cha ha dato all’Occidente, tra molte altre cose, un netto vantaggio militare sul resto del mondo
Diritti di proprietà: lo stato di diritto come strumento per proteggere i proprietari privati e risolvere pacificamente le loro controversie, che ha costituito il fondamento per la forma finora più stabile di governa rappresentativo
Medicina: un ramo della scienza che ha consentito un decisivo miglioramento della salute e dell’aspettativa di vita, prima nelle società occidentali e successivamente anche nello loro colonie
Società dei consumi: un modello di vita materiale in cui la produzione e l’acquisto di vestiti ed altri beni di consumo ha un essenziale ruolo economico, senza il quale la rivoluzione industriale non sarebbe stata realizzabile
Etica del lavoro: un’impalcatura morale ed un modello di attività derivato dal cristianesimo protestante, ma anche da altre fonti, che fornisce il collante per tenere insieme la dinamica e potenzialmente instabile società prodotta dalle applicazioni precedenti
COMPETIZIONE
Tra il 1540 ed il 1800 l’aspettativa di vita in Inghilterra non superava i 37 anni, che a Londra scendeva a poco più di 20. La violenza era endemica, lo stato di guerra pressoché costante, fra il 1330 ed il 1479 un quarto dei membri dell’aruistocrazia morirono assassinati, nel XIV secolo il tasso di omicidi ad Oxford era di oltre 100 ogni 100.000 abitanti, a Londra solo 50. Per confronto oggi il tasso di omicidi è 69 in Sud Africa, 53 in Colombia e 34 in Giamaica (46).
Rappresentazioni del trionfo della morte: Bruegel il Vecchio, Salvator Rosa (conceptio culpa, nasci pena, labor vita, necesse mori: definizione della vita in Europa all’epoca- 48)
Formazioni statali autonome e città-stato,un migliaio nel XIV secolo, ne rimanevano 500 dopo due secoli. Una delle cause è geografica, confrontio fra Europa e Cina (60)
Fra il 1550 ed il 1659 la Spagna fu in stato di guerra per l’81% del tempo, l’Inghilterra per il 53% e la Francia per il 52% (60). Vantaggi dello stato di guerra: innovazione tecnologica, sistemi più efficienti per la raccolta delle risorse sia fiscali che con metodi di prestito governativo (il debito pubblico era sconosciuto nella Cina dei Ming, diritti di monopolio commerciale e creazione di società per azioni(61)
Autonomia cittadina garantita da prestiti e doni alla corona, le gilde o corporazioni, alcune risalenti già al XII secolo, esercitavano un notevole potere economico ed una certa influenza politica, competizione a molteplici livelli. (64)
Diffusione dell’orologio meccanico, a partire dagni anni ‘30 del XIV secolo, orologio a molla a partire dal XV secolo. Più precisi degli orologi ad acqua cinesi e diffusi sul territorio. La competzione favorì lo sviluppo tecnologico (65) – confrontare con il grafico di Ricossa
Gli esami per accedere al servizio imperiale in Cina premiavano l’ortodossia, erano competitivi, certo, ma non stimolavano l’innovazione. Inoltre, sempre in Cina, la lingua scritta era stata ideata per un’élite, escludendo le masse a differenza delle lingue volgari in Europa,utilizzabili per la letteratura ma accessibili a tutti. (67)
La decadenza ed il crollo della dinastia Ming (1644) furono esiziali,epidemie e carestie, la chiusura in se stesso era stata fatale, le campagne potevano sostenere una vasta popolazione ma solo sulla base di un ordine sociale statico (68 – grafico PIL)
 SCIENZA
L’espansione dell’islam e del califfato abbaside non fu solo dovuta al fervore religioso, esso era all’avanguardia dal punto di vista scientifico, istituì i primi autentici ospedali e le prime istituzioni di istruzione superiore come l’Universitòà di al-Karaouine (?) fondata a Fez nell’859. Fu scrittoin arabo, ancorché da uno studiosp persiano, il primo ÀÀmanuale di algebra e furono musulmani i primi scienziati sperimentali (75), il mondo musulmano medievale, oltre ad aver custodito l’eredità della cultura classica, ha fornito contributi originali alla cartografia, alla medicina, alla filosofia, alla matematica ed all’ottica.  Come è potuto accadere che poi esso sia stato superato proprio nel campo scientifico? La risposta è articolata… (76, 77)
La ritirata ottomana, iniziata nel 1683, non fu determinata da ragioni economiche, Istanbul non era più povera delle città dell’europa Centrale e l’impero ottomano non era in ritardo nel commercio né più lento nell’industrializzazione,all’interno vi era competizione economica e vi erano organismi corporativi sul modello delle gilde europee. In realtà, la superiorità occidentale era fondata su miglioramenti compiuti nell’applicazione delle conoscenze scientifiche alle tecniche belliche e della razionalità all’amministrazione del governo. Nel XV secolo la competizione politica ed economica aveva garantito all’Occidente la superiorità sulla Cina, nel XVIII secolo la superiorità sull’Oriente si misurava in termini di potenza di fuoco e di superiorità intellettuale (84)
Stampa e cultura – Micrographia (84-92)
L’eurocentrismo non è un pregiudizio, la rivoluzione scientifica è stata interamente eurocentrica, tutte le figure chiave sono nate in un’area ristretta (92). Nello stesso periodo, nell’impero ottomano non vi fu alcun progresso scientifico, e la spiegazione è nell’illimitata autorità esercitata dalla religione: già nell’XI secolo si iniziò a sostenere l’incompatibilità della filosofia greca col Corano, per giungere alla condanna della stampa nel 1515. (93)
Federico portò le dimensioni dell’esercito prussiano da 80.000 a 195.000 uomini, facendone il terzo più grande del mondo con un soldato ogni 29 sudditi (1/29=3.45%). Utilizzando l’eredità paterna di 8 milioni di talenti costruì una capitale degna di tale nome e si circondò di pensatori di diversa origine(100-103)
Alfabetizzazione (103) in Francia dal 29% nel 1680 al 47% nel 1780, a Parigi nel 1789 alfabatizzazione maschile 90%, femminile 80%
Efficienza militare nell’esercito francese, tabella pag. 109
La questione fondamentale oggi è se l’Occidente sia in grado di mantenere la superiorità scientifica che ha per molto tempo fondato la sua superiorità militare? D’altra parte, una potenza non occidentale può davvero sperare di trarre vantaggio acquisendo il sapere scientifico occidentale, senza accoglierne la struttura istituzionale fondata sul diritto di proprietà, sullo stato di diritto e sul governo rappresentativo.
PROPRIETÀ
Stato di diritto = inviolabilità della libertà individuale + diritti di proprietà (pag. 126) – vedere anche la citazione con definizione di civiltà
Non è automatico pensare che le colonie britanniche avrebbero seguito lo stesso percorso se fossero state fondate in America Meridionale, il nocciolo della questione è nell’importanza relativa dell’originale dotazione di risorse e del modello istituzionale. Se si da’ importanza alle originali condizioni geografiche, è logico supporre che gli inglesi sarebbero stati tentati di depredare l’Inca e sarebbero caduti nella trappola dell’ampia disponibilità di Au ed Ag, mentre i coloni spagnoli al Nord avrebbero dovuto sviluppare la loro inventiva per supplire alla carenza di Au ed Ag. Tuttavia, la colonizzazione britannica ha dato in genere risultati migliori di quella spagnola o portoghese (pag. 132)
La costituzione del 1787 stabilì una struttura federale che evitò la frammentazione (vedere mappa), un sistema istituzionale, un singolo mercato, una politica commerciale unitaria, una singola moneta, una singola legge fallimentare per coloro i cui debiti superavano il valore delle proprietà. Tutto ruotava intorno alla proprietà (pag. 146)
Dopo la rivoluzione americana, per i nuovi coloini divenne più facile acquistare terra (elenco decreti) mentre nulla di simile avvenne in America Latina. Nel 1910 in Messico solo il 2.4% delle famiglie contadine possedeva un proprio appezzamento di terra, in Argentina dal 10% al 35% a seconda della provincia, negli Stati Uniti quasi il 75% (pag. 154)
MEDICINA
Dalla metà del XIX secolo alla metà del XX secolo l’Occidente ha dominato il mondo; il dominio su popoli non occidentali era giustificato da spazio vitale per la popolazione in eccesso, mercati d’esportazione senza dazi, investimenti a reddito più elevato. Inoltre funzione politica (sublimazione dei conflitti sociali) e diffusione della civiltà (intesa come civiltà occidentale: economia di mercato, rivoluzione scientifica, diritti di proprietà) e del cristianesimo (pag. 172)
Non è possibile attribuire le colpe del sottosviluppo al colonialismo del passato, vi sono seri ostacoli ambientali e geografici allo sviluppo economico dell’Africa (pag. 175)
La medicina moderna ha permesso il raddoppio dell’aspettativa di vita alla nascita (grafico – pag. 177), il momento della transizione alla salute e pertanto dell’inizio di uno stabile incremento dell’aspettativa di vita si colloca in Europa Occidentale fra il 1770 ed il 1890, nei paesi asiatici moderni per cui sono disponibili i dati si colloca fra il 1890 ed il 1950, in Africa fra il 1920 ed il 1950.
La presenza di malattie tropicali, in particolare in Africa, stimolò l’impegno di scienziati e funzionari occidentali per ricercare rimedi, impegno che non avrebbe potuto esprimersi senza l’imperialismo (pag. 178). Ne hanno beneficiato anche i sudditi delle colonie.
Il “contratto sociale” di J.J. Rousseau (1762) è uno dei libri più pericolosi mai prodotti: l’uomo allo stato originario è un buon selvaggio, la sola autorità legittima cui il popolo può sottomettersi è la “volontà generale” – confronto fra la dichiarazione del 1789 e le tesi di Rousseau (pag. 180-81)
Tocqueville confronta la situazione francese con quella americana, ed identifica cinque differenze: governo centralizzato in Francia e federale in America, volontà generale superiore alla legge (F),contrasto alla religione ed alla Chiesa, che fu invece impedito dal settarismo americano, potere in mano ad intellettuali irresponsabili (F) e non ad uomini pragmatici (SU), uguaglianza al di sopra della libertà (F). Secondo Tocaqueville, i francesi avevano scelto Rousseau al posto di Locke (pag. 184)
Dati sui morti causati dalla Rivoluzione Francese a pag. 186
Per i rivoluzionari del 1848, i sudditi coloniali avrebbero dovuto essere assimilati e diventare francesi: abolizione dello schiavismo, suffragio universale maschile, incoraggiamento di matrimoni misti. Gli obiettivi non erano solo la diffusione della civiltà, ma il dominio economico al minor costo possibile (pag. 194-95)
Le colonie francesi passarono da rifugio di disadattati ad una reale missione civilizzatrice soprattutto dopo la fine della prima guerra mondiale (pag. 197)
Eugenetica con uso selettivo della riproduzione (Galton 1851), volontà di creare una razza superiore capace di resistere agli agenti patogeni, il razzismo era accettato dalle persone prive di conoscenze scientifiche con lo stesso entuasiamo con cui accettano oggi le teorie antropogeniche sul riscaldamento globale, fu solo nella seconda metà del XX secolo che l’eugenetica ed il concetto di igiene razziale vennero screditati (pag.209), un secolo fa’ nessuno dubitava che i bianchi fossero superiori ai neri, nel XIX secolo britannici e francesi erano impegnati contro la schiavitù, i tedeschi sterminarono gli Herero ed i Nama (pag. 209)
Tabella sul miglioramento delle condizioni di vita nell’Impero Francese (pag. 223)
CONSUMISMO
Nel 1909 un grandioso progetto fotografico promosso da AlbertKahn avrebbe dovuto illustrare la varietà di genti e costumi di tutti gli angoli della Terra (qualcosa si può ancora vedere presso il sito http://www.albertkahn.co.uk, il progetto era un inventario fotografico dello sviluppo umano agli inizi del XX secolo e mostra un enorme varietà di abiti e stili. Oggi il progetto non avrebbe senso, perché tutti vestono più o meno allo stesso modo (Nota: Ferguson scrive nel 2011, tuttavia si deve dire che esistono tentativi di ripristino dell’abbigliamento tradizionale, almeno in alcune parti del mondo)(pag. 229)
Vestirsi alla maniera occidentale significa accogliere la cultura occidentale (pag. 231): in particolare democrazia,economia di mercato, capitalismo. L’abbigliamento è stato uno dei pilastri del processo di colonizzazione, la stessa rivoluzione industriale è stata resa possibile non solo dalla precedente rivoluzione scientifica, ma altresì dallo sviluppo di una dinamica società dei consumi, contraddistinta da una richiesta crescente di vestiti a basso prezzo e dalla novità, compresa solo più tardi, dell’identità fra “schiavo salariato” e consumatore (pag. 231). Inoltre non si deve dimenticare che la prima fase della rivoluzione industriale ha riguardato unicamente il settore tessile. In qualche momento del XIX secolo la produzione pro capite, che già aveva iniziato a crescere nel secolo precedente, decollò rapidamente, il tasso di crescita del reddito pro capite passò dallo 0.2% (1760-1800) allo 0.52% (1800-1830) ed infine all’1.92% (1830-1870), cifre basse rispetto agli standard del XXI secolo ma che ebbero un effetto eccezionale perché la crescita fu prolungata e continua, ottenendo così un risultato cumulativo (pag. 232).
Vantaggio comparativo: capacità che un paese ha di produrre una merce o un servizio a costo più basso e con maggiore efficienza (Ricardo)(pag. 236)
Circomlocution Office (pag. 237 – in “La piccola Dorrit di Dickens)esempio satirico di dipartimento governativo istituito per ostacolare lo sviluppo economico
La GB si differenziava dagli altri paesi europei occidentali per salari più alti, nella seconda metà del XVIII secolo il salario di un operaio parigino corrispondeva a poco di di metà di quello del suo collega londinese e quello di un operaio milanese al 26%, in Cina ed in India erano ancora più bassi. Inoltre in GB il carbone era facilmente accessibile e quindi meno costoso, era pertanto conveniente sostituire il lavoro manuale con i macchinari alimentati a carbone.(pag. 237)
Marx era un individuo detestabile (pag. 241)….; l’essenza del marxismo era nella convinzione che l’economia industriale fosse destinata a generare una società disuguale in maniera intollerabile, con una sempre maggiore concentrazione del capitale ed un proletariato di nullatenenti, fino alla catastrofe finale.
Nation building: Mazzini voleva ridisegnare la mappa dell’Europa in undici stati, Cavour e Bismarck utilizzarono il nazionalismo per trasformare rispettivamente l’Italia e la Germania in appendici coloniali del Piemonte e della Prussia (pag. 247-248)
Il Manifesto Comunista del 1848 chiedeva l’abolizione della successione ereditaria,la centralizzazione delle comunicazioni e del credito, la proprietà statale delle fabbriche e dei mezzi di produzione e la creazione di eserciti industriali per l’agricoltura, l’abolizione della famiglia e delle nazionalità e la condivisione delle donne. Al contrario i liberali volevano governo costituzionale, libertà di parola, stampa ed assemblea, rappresentanza politica più ampia, libero commercio, autodeterminazione dei popoli.Nel 1850 solo Francia, Grecia e Svizzera avevano sistemi elettorali che concedevano il voto a più del 20% della popolazione (pag. 244)
Nell’epoca del nazionalismo stranamente si tende ad omologare i modi di vestire, anche in campo militare vengono adottate uniformi di colore simile, gli abiti civili si semplificano prima con Brummel e poi con la redingoter Newmarket ad un solo bottone (pag. 250)
Fra il 1840 ed il 1940 58 milioni di europei emigrarono nelle Americhe, 51 milioni di russi in Siberia, Asia centrale e Manciuria,52 milioni di indiani e cinesi in Asia sud-orientale, 2.5 milioni di asiatici in Ameruica. I capitali circolavano liberamente (globalizzazione dei XIX secolo, sistema bancario britannico). Ciò coincise con la diffusione dell’abbigliamento occidentale. Capitolo sull’occidentalizzazione (pag. 253 e segg.). Il paese che accolse con maggio entusiasmo i costumi occidentali fu il Giappone (pag. 260)
La visione di Lenin dopo la prima guerra mondiale era di un’unione delle repubbliche sovietiche estensibile a tutta l’Eurasia, mentre Wilsono cercò di ridefinire il conflitto come guerra per l’autodeterminazione (pag. 262-63). Ciò che fecero i bolscevichi fu in parte frutto del Manifesto (nazionalizzazione delle banche, confisca delle terre), in parte eredità di Robespierre (repressioni, fiumi di sangue), mentre la dittatura del proletariato fu il contributo originale di Lenin. (pag. 263).
In altri paesi si diffonde l’uso di uniformi (pag. 264), il fascismo italiano segnò l’inizio di una nuova era e di un nuovo “look”. I superuomini del comunismo erano semplicemente vestiti con una tuta da lavoro o un grembiule,i superuomini ariani del nazionalsocialismo erano nudi e muscolosi, ma asessuati (pag. 267)
Il capitalismo negli anni tra il 1929 ed il 1933 non era fallito, era solo vittima di una cattiva gestione e dell’incertezza che ne conseguiva (pag. 266)
Sia Hitler che Stalin promettevano crescita ed occupazione attraversi una combinazione di nazionalismo e socialismo, e mantennero la promessa. Il loro modello economico non era keynesiano, non utilizzava l’incremento degli investimenti governativi per stimolare la domanda globale attraverso un effetto moltiplicatore sulla spesa in consumi, bensì (l’economia pianificata) mobilitava mano d’opera per impiegarla nell’industria pesante, nella costruzione di infrastrutture e nella produzione di armamenti, finanziando queste attività con un risparmio forzato. La gente lavorava ed era pagata ma, a causa della poca disponibilità di beni di consumo, non aveva alternative al deposito in conti di risparmio che venivano utilizzati per finanziare progetti governativi. (pag. 268)
La seconda guerra mondiale è lo scontro fra quattro diverse visioni della civiltà occidentale: nazionalsocialismo, comunismo sovietico, imperialismo europeo (adottato anche dai giapponesi) e capitalismo americano (pag. 270)- creazione di apparati di stato centralizzati – domanda: dove si collocano il fascismo italiano ed il franchismo spagnolo?
Ruolo degli ebrei in Occidente nel XX secolo, vantaggio culturale e forse genetico (pag. 271)- pur rappresentando lo 0.2% della popolazione europea ed il 2% di quella americana, hanno vinto il 22% dei premi Nobel ed alte percentuali di altri premi (pag. 271)
Eserciti: Stati Uniti 8.6% della popolazione nel 1945, 1% nel 1948 in seguito non superarono mai il 2.2% – URSS 7.4% nel 1945 si ridusse al di sotto del 2% dal 1957 (pag. 273)
Friedrich von Hayek (La via della schiavitù, 1944) esortò l’Europa occidentale a resistere alla chimera di una pianificazione in tempo di pace (pag. 273)
I jeans (tela blu Genova9 o denim (serge de Nimes9 nacquero come abito da lavoro nel 1872 e negli anni ‘70 del XX secolo divennero il più popolare articolo di vestiario al mondo ed un simbolo di ciò che non andava nel sistema sovietico (pag. 277)
Il 1968 fu un anno di rivoluzione in tutto il mondo, il fattore comune di tutti i movimenti fu la gioventù (pag. 281-82), in superificie il movimento era diretto contro la guerra del Vietnam ed a favore di diritti civili e liberytà, utilizzando un linguaggio marxista; il vero obiettivo era l’accesso dei maschi ai dormitori femminili. I sessantottini che denunciavano l’imperialismo americano erano in realtà dipendenti dalla cultura pop americana (pag. 283, mentre Jan Palach si immolava per la libertà, gli studenti occidentakli si infarcivano di retorica marxista ed in realtà ciò che volevano era il libero amore (pag. 285) – Mi sembra che la visione di Ferguson sottovaluti l’aspetto politico, che almeno in Italia ha avuto un notevole peso.
La società dei consumi rappresentava una minaccia letale per il mondo comunista, in quanto fondata sul mercato libero e destinava risorse alle preferenze eei singoli, cosa che il sistema sovietico non poteva fare, il partito doveva sapere ciò di cui ognuno avesse bisogno (pag. 286)
Veli e pigiami (pag. 289)
LAVORO
Etica del lavoro ed etica della parola (pag. 294)
Ci si chiede se stiamo assistendo alla fine della civiltà occidentale così come accadde all’impero romano (pag. 295-96), i presupposti ci sono: crisi economica, paura di epidemie o pandemie, immigrazione e paura della violenza, ascesa di un impero rivale ad est. Gibbon sostenne che la causa dissolvente fu il contrasto del moneteismo cristiano con il variegato paganesimo romano, truttavia fu proprio il cristianesimo occidentale a dare alla civiltà occidentale il suo vantaggio sul resto del mondo, in particolare l’etica protestante del lavoro e del risparmio. (pag. 295-96)In realtà gli ebrei ottennero risultati migliori dei protestanti (pag. 300), sono sorti molti dubbi sulle teorie di Weber (pag. 301)
Etica del lavoro, vedere i grafici a pagina 304 e 305
Dati sulla decristianizzazione (pag. 307-308)
Citazione di Kraus: la psicanalisi è la malattia di cui pretende di essere la cura (pag. 311)
La migliore spiegazione della morte della religione in Europa e della sua vitalità negli Stati Uniti è che come negli affari, i monopoli di stato non si dimostrano efficienti anche se l’esistenza di una religione di stato determina un incremento della  partecipazione religiosa (pag. 314)
Oggi in Cina i più brillanti imprenditori sono i cosidetti “boss cristiani”, che sembrano essere l’incarnazione vivente del legame tra lo spirito del capitalismo e l’etica protestante (pag. 323)
Oggi alcuni leader comunisti cinesi sembrano riconoscere nel cristianesimo una delle fonti principali della forza dell’occidente (pag. 325)
L’immigrazione di massa non è necessariamente il solvente di una civiltà, se gli immigrati abbracciano, e sono incoraggiati ad abbracciare i valori della civiltà in cui entrano a far parte. Quando le comunità immigrate non vengono assimilate e cadono preda di ideologi radicali, le conseguenze possone essere gravemente destabilizzanti (pag. 328, riferimenti alla pagina seguente)
L’impero romano iniziò ad avere problemi di guerre civili a partire dalla morte di Marco Aurelio (?), mentre problemi di immigrazione si intensificarono a partire dal quarto secolo, il crollo della civiltà occidentale descritto da Gibbon sembra essere un processo lento; in realtà molti di questi fenomeni erano caratteristiche intrinseche della tarda antichità quasi sintomi di normalità, mentre il collasso finale iniziò nel 406 – 410 e si completò nel 476 (pa. 331) La nostra versione della civiltà occidentale potrebbe crollare con la stessa rapidità, anche per l’influsso di cambiamenti climatici: la maggior parte di coloro che discutono di tali questioni non hanno le conoscienze scientifiche necessarie per giudicare i dati, ma sono solo affascinati dalla familiarità della previsione, a partire dal crepuscolo degli dei e da Apocalisse 16 -18, che si riflette nelle convinzioni di sette cristiane e paracristiane, simili al colasso del capitalismo bramato dai veteromarxisti (pag. 333)
CONCLUSIONI
Illustrazione del ciclo vitale di una civiltà nei quadri di Cole(pag. 336), Polibio sostiene che il processo di sviluppo e decadenza di una civiltà è articolato in monarchia primitiva, regalità, tirannia, aristocrazia, oligarchia, democrazia, oclocrazia; Vico affermò che tutte le civiltà si sviluppano attraverso corsi e ricorsi delle tre età degli dei, degli eroi, e degli uomini, l’ultima delle quali ritorna sempre alla prima; Smith sosteneva che lo sviluppo economico lascia sempre il campo allo stato stazionario. Tuttavia è possibile pensare che la storia sia capace di violente acellerazioni, in questo caso il collasso potrebbe essere molto rapido.(pag. 339, riferimenti sistemici a pag. 340)
Il fisico Richardson ha raggruppato i contrasti mortali classificandoli secondo la loro magnitudine, usando il logaritmo a base dieci del numero dei morti. Dal 1815 al 1945 ha registrato più di 300 conflitti di magnitudine 2,5 o superiore, fra i quali 2 conflitti di magnitudine 7
Nel 1985 quando Gorbaciov fu nominato segretario del PCUS, la CIA riteneva erroneamente che l’economia sovietica avesse un volume grosso modo pari al 60% dell’economia statunitense, tuttavia l’impero sovietico si frantumòin pochi anni in maniera catastrofica e non graduale
L’occidente ha dominato il resto del mondo perchè ha sviluppato 6 applicazioni dominanti che gli altri non avevano: competizione e frammentazione politica, rivoluzione scientifica e tecnologica, stato di diritto e governo rappresentativo, medicina moderna e progressao sanitario, società dei consumi, etica del lavoro. Alcuni paesi del resto del mondo sono riusciti a utilizzare queste applicazione copiandole (pag. 346)- grafico delle concessioni di brevetti alla pagina seguente
Tutti i casi di collasso di una civiltà si accompagnano a crisi fiscali e guerre (vedere esempi a pag. 350)
Non è la riserva della moneta di base che determina l’inflazione, ma la velocità di circolazine che costituisce una funzione delle aspettative della gente. Allo stesso modo non è il rapporto fra debito e prodotto interno lordo a determinare l’insolvenza di un governo, ma il tasso d’interesso richiesto dagli investitori che è legato alle aspettative sulla futura solvibilità del governo o sulla stabilità della moneta (pag. 352)
Il modello di Huntington fino ad ora non si è avverato in particolare per quanto riguarda l’affermazione che i conflitti fra civiltà diverse sarebbero stati più frequenti, prolungati e cruenti di quelli tra gruppi all’interno della medesima civiltà. Nel 2005 fra 30 conflitti armati in corso solo 9 possono essere considerati scontri di civiltà fra musulmani e non  musulmani mentre gli altri 19 sono conflitti etnici interni alla civiltà musulmana (pag.354 – 355)
Dati sulla Cina (pag. 358 e seguenti)
La Cina, nonostante il suo sviluppo economico, rimane un paese povero che potrebbe essere preda di disordini sociali; inoltre la maggior minaccia per la stabilità della Cina è di natura demografica, come conseguenza della politica del figlio unico che in alcune province ha portato ad un eccesso di maschi fino al 38%: la prossima rivoluzione cinese, se ci sarà, sarà opera di scapoli frustrati e la storia dimodtra che giovani senza donne tendono ad abbracciare idee rivoluzionarie oppure nazionalismo radicale (pag. 362)
Grafico pag. 364
I fattori che un tempo avevano separato l’occidente dal resto del mondo non sono più esclusivamente occidentali ma vengono applicati praticamente ovumque, escluso sacche di resistenza. La civiltà occidentale, pur con i suoi difetti, sembra ancora offrire il più efficiente sistema di istituzioni economiche, sociali e politiche, che appare il più adatto a stimolare negli uomini le capacità creative necessarie per affrantare i problemi del XXI secolo. (pag.366 – 367)Anche le forze barbare e retrograde, tuttavia sono il prodotto della civiltà occidentale: oggi esattamente come in passato la principale minaccia per la civiltà occidentale è rappresentata nn dalle altre civiltà bensì della nostra stessa vigliaccheria e dall’ignoranza storica che l’alimenta.

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