Euro

Credo siamo tutti d’accordo che la moneta unica europea avrebbe potuto essere creata in maniera migliore, se non altro armonizzando la struttura fiscale dei vari paesi aderenti o per lo meno l’imposta sul valore aggiunto, la struttura dei tassi d’interesse e del sistema bancario. Tuttavia ormai l’euro esiste: se l’Italia non avesse aderito, esso con ogni probabilità esisterebbe egualmente ed avrebbe un rapporto di cambio ben superiore a quello iniziale di 1936.27 Lit/€.

La moneta unica è stata vantaggiosa per alcuni paesi, in particolare Germania e Paesi Bassi, mentre è stata sotto certi aspetti dannosa per altri fra cui l’Italia, questo è vero. L’Italia avrebbe forse potuto ottenere all’inizio un rapporto di concambio un po’ più vantaggioso, ma non è questo il punto: il problema in realtà è più nella politica economica di tipo mercantilista di alcuni paesi, in particolare della Germania, che dell’euro in quanto tale.

In molti settori dell’opinione pubblica italiana e di altri paesi vi è la convinzione che, uscendo dall’euro e ripristinando la moneta nazionale, si avrebbero immediati e duraturi vantaggi per la nostra economia: immediati forse sì, duraturi no. Vediamo perché:

  1. La prima illusione è quella di una sovranità monetaria che permetta di fare ciò che si vuole, illusione appunto.
    1. Nel corso degli ultimi millenni è esistita, vero, la sovranità monetaria nazionale ed anche locale ed è esistita persino la monetazione privata, ma tale sovranità era limitata dalla necessità di garantire il valore intrinseco della moneta o, in una fase successiva, la convertibilità in determinate quantità di oro o argento. Dall’antichità fino al 1971 i sistemi monetari hanno sempre avuto una base di riferimento, fatti salvi i periodi di corso forzoso, in genere in tempo di guerra.  
    2. I tentativi di sostituzione dell’oro con il viglione nel XVI secolo, ad esempio, hanno portato ad una forte inflazione il cui risultato fu quello di riportare il valore della moneta all’effettivo contenuto aureo.  
    3. L’euro ha svolto, in parte, questa funzione limitatrice della spesa senza la quale i politici avrebbero continuato ad indebitare il paese per soddisfare esigenze contingenti. In un certi senso, l’euro ha preso almeno in parte il posto del sistema di cambio aureo istituito a Bretton Woods in sostituzione al sistema aureo e che, ancorché favorevole per il dollaro e la sterlina, ha comunque permesso lo sviluppo economico del dopoguerra, il così detto miracolo economico che, non dobbiamo dimenticarlo, è avvenuto in un sistema di cambi fissi, la cui fine è stata una delle cause del rallentamento dello sviluppo economico. 
    4. Il rischio di una moneta senza base di riferimento è quello della perdita di valore della moneta stessa. Ricordiamo i fenomeni inflazionistici del XX secolo ed in particolare l’inflazione italiana degli anni ’70 ed ’80, in parte dovuta a fenomeni esogeni (inflazione importata) 
  2. La piena sovranità monetaria può esistere solo in un sistema completamente autarchico: in tal caso la moneta non è convertibile, vale solo all’interno e non è esportabile mentre i rapporti con l’estero sono soggetti a stretta regolamentazione e regolati in valuta internazionale. Tale sistema ha funzionato in alcuni periodi storici, ma non è proponibile nell’attuale fase dell’economia mondiale né lo sarà in un futuro prevedibile.
  3. Lo sviluppo economico fondato sulla debolezza della moneta  è anch’esso illusorio, specialmente per un paese che importa materie prime e tecnologia. Le svalutazioni progressive possono dare qualche anno di respiro o forse anche qualche vantaggio transitorio, ma si pagano con gli interessi negli anni successivi. 
  4. Lo stesso dicasi per il rapporto fra indebitamento e sviluppo economico. L’indebitamento va bene quando si tratta di costruire infrastrutture o di investimenti produttivi, ma è dannoso allorché è usato per coprire spese correnti.

In definitiva il problema non è l’euro, ma la moneta definita su base esclusivamente fiduciaria o, se preferite, arbitraria (fiat money). L’economia mondiale ha bisogno di una nuova base di riferimento per la moneta, ruolo svolto dall’oro o comunque dal cambio aureo fino al 1971: fino a che tale base non sarà stata costituita, ed al momento non se ne vedono le premesse, sarà meglio tenerci l’euro.

Gianluca di Castri – 02/06/2019

Nota: sulla possibilità di creazione di una nuova base di riferimento monetaria sono state fatte molte proposte che analizzeremo in un successivo articolo.  

 

 

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