
Epidemia di COVID, anno 2020.
Il 18 marzo 2020, e poi nei giorni successivi, il Telegiornale iniziò a mostrare le immagini degli autocarri dell’Esercito che, a Bergamo, portavano via le bare per la cremazione: ancora oggi non sappiamo quante bare ci fossero in ogni autocarro e sull’argomento vi sono state inutili polemiche e false notizie, oggi possiamo ritenere con ragionevole certezza che in ogni autocarro ci fossero da cinque a sette bare. Comunque fu grazie a queste immagini, di manzoniana memoria, che gli italiani si resero conto della gravità della situazione.
Ricordiamo le date principali (fonte: https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/altre-news/covid-19-la-pandemia-in-10-date-da-ricordare)
La pandemia ebbe il suo inizio ufficiale il 31/12/2019, allorché la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan (Cina) segnalò all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) un cluster di casi di polmonite a eziologia ignota nella città di Wuhan, nella provincia cinese di Hubei. Il 23 gennaio iniziò in Cina il primo confinamento (lockdown) di massa, che interessò 60 milioni di persone di cui 11 milioni nella sola città di Wuhan.
In Italia si registrano due casi a fine gennaio in turisti cinesi ed i primi focolai iniziano as registrarsi a partire dal 21 febbraio. A partire dal giorno 8 marzo anche l’Italia entra progressivamente in un regime di confinamento, destinato a durare fino al mese di maggio ed a cessare il giorno 3 giugno.
Il 18 marzo l’OMS dichiara lo stato di pandemia destinato a durare fino al 5 maggio 2023.
Dopo una pausa estiva, la seconda ondata inizia già nella seconda metà del mese di agosto, in ottobre iniziano forme di confinamento parziali e differenziate ed in alcune regioni viene istituito il coprifuoco, destinato ad estendersi a tutto il territorio nazionale in dicembre ed a restare in vigore fino a giugno 2021. Lo stato di emergenza tuttavia resta fino al 01/04/2022, alcune restrizioni restano valide fino al 2023 avanzato.
I dati forniti dall’OMS e riferiti al 18 novembre 2022 parlano di quasi 6,6 milioni di decessi su un totale di 633.601.048 casi confermati, numeri che tuttavia sono sensibilmente sottostimati. Alcune stime parlano di un numero di morti ipotizzati da 18 a 34 milioni.
Una lista storica delle epidemie si può trovare su Wikipedia (https://it.wikipedia.org/wiki/Lista_delle_epidemie). Il COVID si trova al quinto posto dopo la grande peste (1346-1353), l’influenza spagnola (1918-1920), la peste giustinianea (541-549) e l’HIV (dal 1981 ad oggi).
L’influenza asiatica del 1956-57 che coloro che hanno la mia età ricordano bene si trova all’11* posto con un numero di morti da 1 a 4 milioni, la peste descritta da Manzoni (1630-31) al 18° con 1 milione di morti solo in Italia.

