Il filosofo indiano Sankara, impropriamente definito teologo, vissuto fra il VII e l’VIII secolo, propone una concezione circolare del tempo visto come un eterno ripetersi di eventi, concezione peraltro tipicamente indo-europea di cui si trovano tracce nella filosofia greca e, più recentemente, in Nietzche.
Gli uomini sarebbero pertanto condannati a vivere e rivivere la stessa vita finché non raggiungano uno stato di perfezione (nirvana), e qui si pongono due problemi:
- se un uomo esce dal vincolo dell’eterno ritorno, come possono verificarsi gli stesso eventi nel ciclo successivo? per quel poco che conosco della filosofia indiana, l’unica possibilità sarebbe nella presenza di un simulacro fatto di illusione” che compia le stesse azioni e
- se un uomo non ha raggiunto la perfezione in N cicli, come potrebbe raggiungerla nel ciclo N+1 che sarebbe comunque eguale a tutti gli N cicli precedenti?
