Un sacerdote non può rivelare un segreto conosciuto in confessione, vi sono stati sacerdoti che per mantenere il segreto confessionale hanno sacrificato la vita; per la Chiesa il peccato di violazione del segreto confessionale è di tale importanza che esso può essere assolto solo dal Papa o da un suo delegato (fatta salva la confessione “in articulo mortis”). Nel caso, invece, si tratti di un segreto rivelato in altre circostanze il sacerdote è soggetto agli stessi vincoli di riservatezza e buon senso di qualsiasi essere umano.
In particolare, nel caso di un delitto, nel caso del segreto confessionale, il sacerdote non può rivelarlo neanche al giudice e neanche per salvare un innocente dalla forca: ciò ha senso anche dal punto di vista investigativo, perché se così non fosse e considerando che il sacerdote non sempre è in grado di sapere né chi si stia confessando né se si tratti di un penitente o di un impostore, sarebbe facilissimo per i criminali utilizzare la confessione come strumento di depistaggio.
