Da una parte mi rendo conto che si tratta forse dell’unica proposta di riforma costituzionale che possa essere approvata con i due terzi dei voti necessari per evitare il referendum popolare di conferma che, in almeno due casi precedenti (mi riferisco alle riforme costituzionali proposte a suo tempo dai governi Berlusconi e Renzi), ha cancellato le riforme. D’altra parte non si puà negare che una riforma come quella proposta non riesce a garantire la stabilità del governo, ancorché presieduto da persona legittimata da una elezione popolare, perchè non risolve il punto focale del nostro sistema che è proprio quello della caduta del governo a causa di una mozione di sfiducia che, in base all’attuale costituzione, deve essere presentata da almeno un decimo dei membri di una delle due camere e che, pur essendo votata per appello nominale, è approvata a maggioranza semplice. Credo che sia proprio su questo punto che sia necessario lavorare, adottando la così detta sfiducia costruttiva o, meglio, stabilendo che una mozione di sfiducia possa essere approvata solo con una maggioranza qualificata (tre quinti o due terzi) degli aventi diritto al voto. Il “premierato dolce” può peraltro essere considerato un primo passo nella giusta direzione, in altre parole è meglio di niente.
