Trascrivo il testo del discorso da me prononciato in data 21 settembre in Viterbo, all’evento inaugurale organizzato da GLENNMONT PARTNERS per i tre progetti in Provincia di Viterbo denominati Camposcala, Rinaldone e Mandrione
Il mio nome è Gianluca di Castri, occupo il ruolo di Representation Manager di Glennmont in Italia.
Ho iniziato la mia attività con Glennmont da oltre dieci anni, ed i progetti di cui mi sono occupato inizialmente si trovavano nella provincia di Viterbo, per l’esattezza a Montalto ed a Canino: già da allora Glennmont era attenta al rapporto con le autorità e le comunità locali, e credo di poter affermare che qualche risultato sia stato ottenuto.
Sono trascorsi oltre dieci anni, ed è giusto chiederci cosa sia cambiato e cosa dobbiamo aspettarci.
Iniziamo dalla prima domanda:
- Dieci anni or sono eravamo ancora in un’epoca pionieristica mentre oggi operiamo in un mercato maturo: gli impianti potevano essere economicamente sostenibili solo grazie agli incentivi governativi, mentre oggi operiamo in parità di rete, in un mercato completamente libero;
- È molto aumentata la potenza ottenibile da una stessa superficie d’impianto o, se preferite, è diminuito il “consumo di suolo” a parità di potenza, e pertanto è diminuito l’impatto ambientale degli impianti; basti pensare che da un’area di 100 ha si potevano ottenere 24 o 25 MW mentre oggi si può arrivare sino ad 80 MW;
- Il fotovoltaico si è trasformato in agrivoltaico, permettendo in alcuni casi anche il recupero di aree incolte, perché l’Italia ha grandi estensioni di terreno agricolo, ma in buona parte esse sono abbandonate;
- L’accumulo di energia elettrica, che sembrava un argomento da romanzo di fantascienza, è oggi una realtà anche se c’è ancora molto da fare per migliorarlo.
Chiediamoci ora cosa ci aspetta il futuro, da qui al 2050: dobbiamo affrontare una sfida molto ambiziosa, si tratta dell’elettrificazione totale di tutto il sistema energetico, non solo in Italia ma in tutto il mondo (anche se alcuni paesi si sono presi dieci anni di tempo in più), Dante direbbe che è una sfida che “fa’ tremar le vene e i polsi”, D’altra parte da ciò può derivare un notevole sviluppo economico.
Glennmont vuole continuare ad investire in Italia, e ciò è conveniente sia per Glennmont che per l’Italia: attualmente, oltre ai progetti già autorizzati, abbiamo, in varie fasi della procedura, progetti in diverse regioni (Puglia, Sicilia, Sardegna, Basilicata) per una potenza totale di 600 MW e possiamo affermare che, quand’anche fossero autorizzati tutti, abbiamo ancora capienza per farne altri.
