L’ucronia ha senso se limitata ad alcuni decenni, direi più o meno alla durata della vita umana: in questo caso, pur essendo sempre un’opera di fantasia, si può ancora tentare una proiezione di eventi passati per immaginare un futuro ed essa conserva un certo rapporto con la realtà. Ad esempio trovo interessanti le ucronie sulle due guerre mondiali, con particolare riferimento alle posizioni che avrebbe potuto prendere l’Italia, o anche un’ucronia sull’Unità d’Italia purché limitata a fine secolo XIX o al massimo alla prima guerra mondiale.
Un’ucronia sull’Impero Romano prolungata al XX secolo, in cui si ipotizza un mondo in cui esso non è mai caduto, perde quei pur deboli legami con la realtà che l’ucronia dovrebbe comunque avere e non può pertanto essere considerata ucronia (ciò non toglie che possa essere un lavoro ben fatto, interessante e piacevole da leggere).
