Prefazione all’edizione italiana degli ICMS (versione 3)

L’importanza di norme e criteri di riferimento (standard) definiti e condivisi, così come delle norme e criteri di buona esecuzione (best practices)  è notevolmente aumentata negli ultimi anni in conseguenza sia dell’ampliamento dei mercati, sia per quanto concerne l’approvvigionamento di materie prime o componenti sia per la fornitura di servizi o prodotti finiti.  Ne consegue una sempre maggior diffusione ed applicazione di standard di ogni genere, che devono tuttavia essere interpretati nel modo corretto ed utilizzati nel campo d’applicazione previsto: uno standard non è una legge e non deve essere definito per legge, esso è un riferimento da adottare in maniera discrezionale ogni volta che ciò sia possibile o conveniente, ma che non può essere obbligatorio a pena di irrigidire il mercato e bloccare l’innovazione. Al massimo può essere un obbligo contrattuale, limitatamente tuttavia ai contratti in settori tecnologicamente maturi.  

Inoltre gli standard permettono alle aziende di confrontarsi fra loro e con la concorrenza ed ai clienti di confrontare offerte e proposte, permettendo un migliore funzionamento dell’economia di mercato a condizione che, come già detto, essi non divengano obbligatori, cosa che si porrebbe in contrasto con il concetto stesso di libero mercato.

In particolare il settore delle costruzioni, pur essendo giunto ad un elevato stadio di maturità dal punto di vista tecnologico, presenta tuttavia un’elevata variabilità che rende difficile il confronto fra progetti diversi, a maggio ragione se si tratta di progetti di differente dimensione o collocazione.

Ciò premesso, nel campo delle costruzioni gli ICMS hanno dato e danno un notevole contributo alla semplificazione, permettendo, sia pure in tempi non brevi, il progressivo superamento dei molteplici standard esistenti.

Questo bisogno è sentito anche in Italia, e questo ci ha spinto a promuovere l’aggiornamento della traduzione già effettuata per la precedente versione: una traduzione in lingua italiana è importante non solo per le aziende, ma principalmente  per poter proporre l’adozione dello standard alla pubblica amministrazione sia a livello centrale che a livello locale.

Gianluca di Castri, DIF, EIE / ICEC.A

Presidente International Cost Engineering Council (ICEC)

Presidente Commissione Scientifica – Associazione Italiana di Ingegneria Economica (AICE)    

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