Considerazioni su diseguaglianze e povertà

https://www.matematicamente.it/approfondimenti/problem-solving/combattere-le-diseguaglianze-o-la-poverta/?utm_source=pocket_mylist

Oggi si tende a porre l’enfasi selle diseguaglianze e si fa spesso appello ad una non ben definita “giustizia sociale”, senza considerare minimamente che, negli ultimi decenni, la povertà nel mondo è notevolmente diminuita pur senza essere scomparsa. Viene spontaneo chiedersi se sia più importante combattere le diseguaglianze o combattere la povertà.

Certo, prendersela con le diseguaglianze è più facile, si stimolano sentimenti di invidia, magari si rompe qualche vetrina, i politici hanno una giustificazione per aumentare le tasse e tutti sono contenti. Combattere la povertà, invece, richiede conoscenza del problema, impegno e lavoro.

L’interessante articolo del prof. Chiappi, come asserito nella prima frase, tenta di dare su basi matematiche un tentativo di spiegazione della questione.

Faccio anche riferimento ad un mio articolo Equitable payment and social inequalities ed al concetto di inequality possibility frontier

Dopo avere introdotto due indicatori, l’indice di Gini che misura le diseguaglianze e l’indice di Rob che misura il reddito medio e l’estrema povertà, l’autore mostra con un semplice esempio come, prendendo un caso base e raddoppiando tutti i reddit, dal più basso al più alto, si ottengano i seguenti risultati:

  • aumento del differenziale di reddito fra il ricco ed il povero (che può far nascere invidia sociale)
  • aumento dell’indice di Rob (che indica un miglioramento della situazione generale)
  • nessuna variazione dell’indice di Gini (le diseguaglianze restano invariate)

In in secondo esempio l’autore dimezza tutti i redditi ed ottiene

  • diminuzione del differenziale fra il ricco ed il povero (meno invidia e più pace sociale)
  • diminuzione dell’indice di Rob (peggioramento della situazione generale)
  • nessuna variazione dell’indice di Gini (le diseguaglianze restano invariate)

Seguono altri esempi ed una ricca bibliografia. Certo, si tratta di una trattazione elementare di un problema complesso, ma comunque essa costituisce la base di una buona riflessione. Alla fine le domande alle quali i politici, invece di fare proclami demagocici, dovrebbero avere l’onestà di rispondere mi sembra siano le seguenti:

  • preferiamo un sistema economico in cui il reddito medio è basso oppure siamo disposti, per far aumentare il reddito medio, ad accettare un aumento delle diseguaglianze?
  • lo sviluppo economico è un bene o un male?

Lo sviluppo economico di fatto genera dapprima un aumento delle diseguaglianze che successivamente può rientrare o trasformarsi in un fenomeno ad andamento ciclico.

Un progetto di sviluppo economico senza crescita della diseguaglianza è pura demagogia, dunque ripetiamo la domanda: lo sviluppo economico è un bene o un male?

Concludo con una citazione dalla mia memoria An engineering approach to economic development presentata al congresso mondiale ICEC in Rio de Janeiro (2016)

It is not for economists or engineers to decide whether economic development is good or evil, this is a political matter. However, once it has been defined, economists and technicians have to define the conditions to be met and actions to do to implement the choice and achieve the goal, as well as the impediments to be removed, and to calculate costs and benefits both in monetary and real terms.

Per la relazione fra diseguaglianza e sviluppo economico ho fatto riferimento al libro GLOBAL INEQUALITY di Branko Milanovic (Harvard University Press, 2016)

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