Scienza e Fede – La scienza è atea?

L’idea che gli scienziati, specie quelli di maggior livello, siano tutti necessariamente atei, mentre la fede sia patrimonio della gente ignorante è un’idea che nasce nel XVIII secolo e si è diffusa fino ad oggi; lo slogan che la riassume è “la scienza è atea”, e sovente essa viene supportata da scienziati di chiara fama che, ancorché possano essere essi stessi atei, non hanno certo titolo a parlare a nome dell’intera categoria e, meno che mai, a nome degli uomini di cultura. Fra i principali sostenitori della tesi dell’ateismo degli scienziati vi furono Darwin ed i suoi seguaci, in particolare Thomas Henry Huxley. Per capire un po’ di più come stanno la cose si devono lasciar perdere le chiacchiere e prendere in considerazione i pochi numeri disponibili. Il primo sondaggio sull’argomento fu condotto da Galton, cugino di Darwin, nel 1872 con un questionario rivolto a 190 “uomini di scienza” inglesi; i risultati, per la parte riguardante la fede, non furono pubblicati in maniera completa; Galton dovette comunque ammettere che “molti avevano espresso una forte credenza religiosa,….tuttavia sembravano incuranti dei dogmi e privi di paura del mistero”. Nel 1914, un ulteriore questionario fu diffuso negli Stati Uniti, a persone citate su “American Men of Science” dallo psicologo James Leuba; la domanda sulla fede era estremamente restrittiva, sembra ciò fosse intenzionale, appunto allo scopo di dimostrare l’ateismo degli uomini di scienza. I risultati invece furono sorprendenti: 41.8% espresse fede in un Dio personale, 41.5% espresse fede in un Dio generico, non personale e meno attivo, 16.7% rispose ad una domanda che, per come era postulata, avrebbe potuto corrispondere alla posizione di un ateo, di un agnostico o semplicemente di una persona che stesse percorrendo un difficile cammino di ricerca. Nel 1969 la Carnegie Commission intraprese un lavoro più ambizioso, interrogando oltre 60 000 professori universitari di varie discipline e proponendo una griglia di risposta articolata; ne risultò un tasso di religiosità pari al 60% per i matematici, al 55% per i fisici, al 55% per coloro che studiano scienze relative alla vita (life sciences), al 50% per gli economisti, al 49% per i sociologi, al 33% per gli psicologi ed al 29% per gli antropologi. Interessante, vero? Ulteriori ricerche furono compiute dalla rivista Newsweek nel 1998 e culminarono con la copertina del 20 luglio 1998: SCIENCE FINDS GOD (La scienza trova Dio). In conclusione possiamo affermare che, certamente, esistono scienziati credenti, agnostici ed atei ma non esiste alcun fondamento statistico per sostenere l’esistenza di un ateismo generalizzato negli uomini di scienza; anzi, i numeri ad oggi disponibili sembrano dire il contrario.

Gianluca di Castri

Fonti: Rodney Stark, For the Glory of God, Princeton University Press, 2003 Zichichi, Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo, il Saggiatore, Milano, 1999 Zichichi, Scienza e Fede, LDC, Torino, 1986

da: http://www.lumen-gentium.it/index.php?option=com_content&view=article&id=49:la-scienza-e-atea&catid=15&Itemid=122

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