Gesù storico

da Quora: https://it.quora.com/Sai-che-Ges%C3%B9-non-%C3%A8-mai-esistito/answer/Basta-Cos%C3%AC?ch=10&oid=1477743898766787&share=00d8d34c&srid=StU2e&target_type=answer

Risposta ad una domanda relativa all’esistenza di Gesù

Libri Cristiani del I° Secolo che ci parlano di Gesù:

– Didachè o Dottrina dei Dodici Apostoli ch tutti datano attorno al 70 DC;

– Lettera di Clemente ai Corinzi (terzo successore di Pietro e scrive nel 96 DC);

– Le lettere di Ignazio di Antiochia che fu vescovo dal 70 al 107 DC;

Nota: – l’insieme della tradizione letteraria dell’epoca dell’Impero romano fino ai tempi di Tacito e di Svetonio è andata perduta; – negli Annali di Tacito, una delle poche opere che ci sono pervenute, mancano proprio i libri del periodo 29-32 DC ed il racconto del libro 16 si interrompe all’anno 66 DC; – le distruzioni di massa operate da Vespasiano e poi da Adriano spazzarono via tutti gli archivi di Gerusalemme, quindi tutti i documenti pubblici compreso il processo e la condanna di Gesù, così come sono andati distrutti gli archivi dell’Impero a Roma nei ripetuti incendi verificatosi sul Campidoglio fra il 69 e l’83 DC.

Fatta questa premessa ci aspetteremmo che ci fosse giunto nulla da parte dei pagani di quel periodo storico; ma non è così:

– Tacito (54-119), negli Annali, incendio di Roma 64 DC: “Perciò, per far cessare tale diceria, Nerone si inventò dei colpevoli e sottomise a pene raffinatissime coloro che la plebaglia, detestandoli a causa delle loro nefandezze, denominava cristiani. Origine di questo nome era Cristo, il quale sotto l’impero di Tiberio era stato condannato al supplizio dal procuratore Ponzio Pilato; e, momentaneamente sopita, questa esiziale superstizione di nuovo si diffondeva, non solo per la Giudea, focolare di quel morbo, ma anche Roma …”. Tacito non scriveva per sentito dire, ottenne tali informazioni o da documenti del Senato o dal Console Cluvio in funzione sotto Caligola.

– Il “caso Gesù” approda al Senato di Roma nell’anno 35 DC, pochi mesi dopo l’esecuzione di Cristo, ancora vivi Pilato, Caifa e tutti i personaggi. Vi approda perchè Tiberio chiedeva al Senato di legittimare la nuova religione “cristiana” e quindi di riconoscere quel Gesù come “dio”, eventualmente, legittimare questa nuova eresia ebraica rientrava nell’approccio imperiale che già era stato praticato con i samaritani per emanciparli dalla tutela giudaica e fidelizzarli a Roma. Come ci arriva la Sardi, tramite Giustino di Nablus il quale scrive attorno al 150 DC che vi fu una relazione di Pilato a Tiberio sulla vicenda di Gesù per cui rinviava i suoi contemporanei agli archivi imperiali. Pilato fornì quindi testimonianza sul galileo ucciso la sera del 7 aprile del 30DC.

– Tertulliano nel 197 DC riporta “sotto il cui regno [Tiberio] il nome cristiano ha fatto il suo ingresso nel mondo … trasmise al Senato, dando per primo il suo voo favorevole, tutto quanto gli era stato comunicato dalla Siria Palestina e che dimostrava la verità sulla divinità di Gesù. Il Senato non avendo esso stesso verificato questi fatti votò contro.” per superstitio illecita. Tiberio ne deride anche il contesto trovando assurda l’idea pagana che un dio senza il voto favorevole dell’uomo non sarebbe stato tale.

– Dopo la bocciatura del Senato “Tiberio inviò in Oriente, con pieni poteri, il suo legato Lucio Vitellio, che nel 36-37 depose Caifa, il Sommo Sacerdote che presiedeva il Sinedrio quando Gesù fu condannato a morte, e richiamò Pilato a Roma, come attestano lo storico ebreo dell’epoca Flavio Giuseppe 8ant. Giud. XVIII, 89-90, 122) e anche dalle fonti orientali indipendenti da Tertulliano. … Ed il Successore di Pilato deposto da Vitellio per ordine di Tiberio, Marcello, ha lo stesso nome del senatore che avrebeb ospitato S. Pietro a Roma secondo gli Atti di Pietro, c. 8 ss, un apocrifo del II secolo che però si fonda su leggende antiche.”

– Abgar, re mediorientale alleato di Roma. Scambio epistolare tra Tiberio e Abgar detto il Nero, databili anno 36, “Abgar esorta Tiberio ad intervenire contro i Giudei, per punire i responsabili della crocifissione di Cristo, e Tiberio risponde di avere già provveduto alla deposizione di Pilato e promette di prendere ulteriori misure contro i Giudei una volta sistemati i problemi con i figli di Spagna…” atti depositati nell’Archivio reale di Edessa, capitale dell’Osroene (Siria).

– Editto di Nerone, ritrovato a Nazaret nel 1878, stele di marmo alta 61 cm, larga 38, 22 linee, detto diàtagma Ka (62 DC): “Editto di Cesare. E’ mia volontà che i sepolcri e le tombe, di qualsiasi tipo, fatte per religioso rispetto degli antenati, o figli o parenti – rimangano inviolate per sempre. Se qualcuno denuncia persone che hanno fatto sparire o, in qualsiasi altro modo, hanno esumato chi vi era sepolto o con inganno hanno portato il cadavere in un altro posto, recando così offesa ai defunti stessi, o hanno spostato le lastre o le pietre tombali, contro tali persone io ordino che si svolga un processo, come lo si fa – per oltraggio agli dei – contro chi adora un essere umano. Bisogna infatti che vi sia maggior rispetto per i defunti. Che a nessuno sia assolutamente permesso di spostare i corpi che sono sepolti. Ma se qualcuno lo facesse, io ordino che il colpevole sia condannato alla pena capitale con l’accusa di violazione di tombe.” oltraggio agli dei, perì theon, de diis principale capo di imputazione contro i cristiani hominis cultores.

– L’oscuramento del cielo alla morte del Cristo, ne parla Tallo, samaritano liberto secondo Flavio, ma il testo è scomparso, lo cita Sesto Giulio Africano (50 DC) ma anche questo testo è andato perduto ma che viene citato in un’opera successiva, Giulio Africano dimostrava come l’interpretazione naturalistica era sbagliata poiché non si avevano eclissi nei periodi di plenilunio (pasqua ebraica quando fu crocifisso Gesù); se ne parla quindi a livello di corte imperiale

– Mara Bar Separion, storico siriaco del I° secolo “che vantaggio hanno tratto gli ateniesi dalla condanna a morte di Socrate, misfatto che dovettero pagare con la carestia e con la peste? Oppure quelli di Samo dall’aver arso Pitagora, visto che poi il loro paese fu in un attimo sepolto dalle sabbie? O gli ebrei dall’esecuzione del loro saggio Re, poichè da quel tempo furono spogliati del loro regno ? Con Giustizia Dio fece vendetta di quei tre saggi. Gli ateniesi morirono di fame; quelli di Samo furono sommersi dal mare; gli ebrei vennero uccisi e cacciati dalla loro terra vivono dispersi per ogni dove. Socrate non è morto, grazie a Platone; e nemmeno Pitagora, a causa della sua statua di era; nè il Re saggio, grazie al nuovo insegnamento che aveva impartito”

– Giuseppe Flavio, Antichità giudaiche (18, 63-64), 93 DC, “Visse in questo tempo Gesù, uomo sapiente, se pure lo si deve definire uomo. Infatti egli compiva opere straordinarie e fu maestro di uomini che accolgono con gioia la verità, e così ha tratto a se molti giudei e anche molti greci. Egli era il Cristo. Anche quando, per denuncia di quelli che tra di noi sono i capi, pilato lo fece crocifiggere, quanti da prima lo avevano amato non smisero di amarlo. Egli apparve loro il terzo giorno di nuovo in vita, secondo che i profeti avevano predetto di lui tutto ciò e mille altre meraviglie. Ancora oggi sussiste il genere di quelli che da lui hanno assunto il nome Cristiani.”

Flavio era nato nel 37, di famiglia sacerdotale per parte di padre e regale per parte di madre, ciò vuol dire che i suoi parenti erano stati presenti durante le vicissitudini del Cristo.

Il testo è stato però contestato da Voltaire, quindi …

– 1971, prof. Shlomo Pines Università Ebraica di Gerusalemme, codice arabo del X secolo, la Storia Universale di Agapio, vescovo di Hierapolis, Siria, versione diversa del passo di Flavio: “In questo tempo viveva un uomo saggio di uomo Gesù. La sua condotta era buona ed era stimato per la sua virtù. Molti furono quelli che, tra i giudei e le altre nazioni, divennero suoi discepoli. Pilato lo condannò ad essere crocifisso e a morire. Ma quanti erano divenuti suoi discepoli non smisero di seguire il suo insegnamento. Essi riferirono che gli era apparso loro tre giorni dopo la sua crocifissione e che era vivo. Forse perciò era il Messia di cui i profeti hanno raccontato meraviglie.

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