Perché le retribuzioni sono così basse in Italia? La spiegazione più convincente è la stagnazione della produttività che induce le imprese a opporre resistenza alle richieste di aumenti. Inoltre sembra che, a differenza del passato, i sindacati siano oggi più consapevoli che aumenti retributivi non in linea con la produttività tendono a generare una perdita di competitività di costo dell’impresa con conseguenze negative che possono andare dalla riduzione dell’occupazione fino al fallimento dell’impresa. Ponendo la questione in questi termini, non vi è alcun “fallimento del sindacato” o del sistema negoziale. Vi è un problema di sistema Paese che rende molto difficile generare aumenti di produttività. Il nodo centrale resta dunque la produttività: senza un suo rafforzamento, lo spazio per aumenti retributivi elevati e duraturi rimane strutturalmente limitato. Ciò non toglie che ci sono settori marginali della nostra economia che di fatto non sono coperti dai contratti collettivi e per i quali un salario minimo per legge, fissato a un livello ragionevole, potrebbe essere utile. Inoltre, la perdita di potere d’acquisto connessa alla fiammata inflazionistica del 2022-2023 è stata molto forte; il recupero è in corso, ma è assai lento.
