Riporto il testo pubblicato dall’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani in data 24 ottobre 2025.
Mi permetto di aggiungere alcuni commenti personali:
- i vincoli imposti dal debito pubblico, dal patto di stabilità e dalle rigidità conseguenti ai bilanci precedenti lasciano al governo in carica una possibilità di azione assai limitata;
- la spesa pubblica sarà al 50.7% del PIL, essa ha avuto un’impennata nel 2020, probabilmente legata all’epidemia, e non si è assestate se non in parte (vedere grafico, fonte Altervista), viene spontaneo chiedersi quale possa essere un valore, per così dire, fisiologico, della spesa pubblica nel così detto “stato sociale”,
- un’interessante tabella riportata da Wikipedia e relativa al 2025 https://it.wikipedia.org/wiki/Spesa_pubblica ci fa’ notare che la spesa pubblica media delle “economie avanzate” è pari al 40.9% mentre nell’area dell’euro essa è pari al 49.9%;
- viene spontaneo ricordarsi il proverbio mal comune mezzo gaudio tuttavia ciò non toglie che sia necessario fare una riflessione, viene spontaneo chiedersi se e per quanto tempo un simile livello della spesa pubblica sia sostenibile, di fatto siamo in una sorta di economia socialista non pianificata:
- in realtà una spesa pubblica così elevata è sostenibile solo se corrispondente a un alto livello dei servizi goduti dal cittadino, è questo il nostro caso?

