Dal blog di mio cugino Francesco di Castri
Articolo : Il giorno del giudizio URL : https://francescodicastri.wordpress.com/2025/03/03/ombre-di-guerra/?jetpack_skip_subscription_popup Pubblicato : 3 marzo 2025 alle 07:00 Autore : Cicciodicastri Categorie : Blog Inverno 2025, KievLa città era avvolta in un gelo spietato, ma il fuoco della guerra non si spegneva. Le truppe russe, ora sostenute dalla coalizione USA-BRICS, avanzavano a ondate, respinte solo con immane sforzo dalle forze ucraine. Senza la NATO a fare da deterrente, l’Europa aveva dovuto reinventarsi: una nuova forza di difesa comune era nata, con il Regno Unito nuovamente nell’Unione, guidando una risposta militare senza precedenti.Il maggiore Daniel Hauser, ex ufficiale NATO ora consigliere militare per l’Unione Europea, osservava dalle rovine di un grattacielo distrutto. Il fumo delle esplosioni offuscava la vista sulla città. Il quartier generale delle operazioni segrete era sepolto in un bunker sotterraneo, dove si decidevano le sorti del conflitto."Abbiamo intercettato un convoglio russo con armi avanzate nei pressi di Dnipro. Se le mettono in funzione, cambiano il corso della guerra", disse una voce metallica alla radio."Abbattetelo," rispose Hauser, stringendo i denti. Il mondo era sull’orlo del baratro, e ogni decisione pesava come un macigno.Intanto, il conflitto si espandeva. L’America Latina era ormai divisa: Brasile e Argentina rafforzavano i BRICS, mentre altri paesi cercavano disperatamente protezione dall’Europa. L’Africa era un mosaico di guerre per procura, con la Nigeria come epicentro delle operazioni più oscure.Ma era in Medio Oriente che la situazione sfuggiva di mano. Iran e Arabia Saudita, alleati dei BRICS, minacciavano di scatenare una guerra totale, mentre Israele, appoggiato dall’Europa, rispondeva con ritorsioni chirurgiche. Il mondo intero sembrava intrappolato in un domino infernale, dove ogni mossa avvicinava il punto di non ritorno.A Tokyo, i satelliti giapponesi rilevarono un’anomalia nel Mar Cinese Meridionale: un movimento massiccio di navi cinesi dirette verso Taiwan. L’intelligence occidentale confermò che Pechino era pronta all’azione.Le diplomazie si affannavano nel vano tentativo di contenere la crisi, mentre le forze in campo si preparavano all’inevitabile.L’11 aprile 2026 entrò nella storia come il giorno in cui il mondo si fermò.A Mosca, Washington, Bruxelles e Pechino, i leader erano riuniti in consultazioni di emergenza. La tensione era insostenibile. Poi, all’improvviso, accadde l’impensabile.Tutti i sistemi di difesa missilistica globali si accesero contemporaneamente. Alert nucleari, blackout nelle comunicazioni militari, città che cadevano nell’oscurità. Per un istante, il mondo trattenne il fiato.E poi…Il cielo si riempì di luci.Non erano missili. Non erano droni.Erano astronavi.Nel giro di pochi minuti, ogni esercito sulla Terra ricevette lo stesso messaggio, tradotto istantaneamente in ogni lingua conosciuta:"L'umanità ha fallito. Ora decidiamo noi."Le trasmissioni televisive, le radio, internet: tutto fu interrotto da un'unica immagine. Un essere alto, snello, con occhi che sembravano pozzi infiniti, osservava in silenzio.Nel bunker di Kiev, Daniel Hauser fissò lo schermo, il cuore martellante. Il mondo non era più il campo di battaglia dell’uomo.Era diventato una colonia.
