Acronimi

Si diffonde sempre più l’uso degli acronimi, molte volte relativi ad uno specifico ambito professionale o ad una singola azienda, qualche volta inventati in maniera quasi estemporanea da un oratore che in tal modo ritiene che esprimendosi in maniera criptica si faccia una bella figura.

Il problema che ci poniamo in questa sede è come inserire un acronimo in un testo ed in particolare quale articolo utilizzare. Da una breve ricerca sul sito dell’Accademia della Crusca la situazione sembra essere un po’ confusa.

https://accademiadellacrusca.it/it/consulenza/il-genere-di-seo/2894

In questo articolo sono citate due possibilità con riferimento all’acronimo SEO (search engine optimization): “il SEO” e “la SEO”:

Chi usa la SEO applica le due regole seguenti: 1) gli acronimi ereditano il genere della loro testa; 2) i prestiti che vengono identificati con una corrispondente parola della lingua che li riceve prendono il genere di questa. Nel nostro caso, il nome inglese optimization viene identificato con il nome italiano ottimizzazione, e dunque riceve il genere femminile in base alla regola 2); poiché optimization è la testa del composto search engine optimization  (‘ottimizzazione per i motori di ricerca’) che sta alla base dell’acronimo SEO, anche SEO prende il genere femminile, in base alla regola 1): la SEO.

Tuttavia, è possibile che qualcuno usi la parola SEO senza sapere sciogliere l’acronimo; può aver imparato questa forma e il suo significato come un tutto inanalizzabile. In tal caso, di fronte a una forma che termina in o, in italiano è normale assegnare il genere maschile. Ad esempio, al prestito kimono (dal giapponese, lingua priva della categoria di genere) è stato assegnato il maschile.

Il caso di acronimi usati con un genere diverso da quello della propria testa, per inconsapevolezza della sequenza esatta che è alla base dell’acronimo, non è raro. Per esempio, ONU, che abbrevia Organizzazione delle Nazioni Unite, dovrebbe essere femminile come organizzazione, ma è spesso usato al maschile. Nel corpus che raccoglie le annate 1985-2000 del quotidiano “la Repubblica”, consultabile online, troviamo entrambi gli usi: “L’Onu è stata a lungo un’ossessione della Casa Bianca”, “l’Onu è diventata ‘la lunga mano di Mosca’”, ma anche “nel 50 per cento dei casi l’Onu è stato in grado di risolvere i problemi”, “l’Onu è riuscito a imporre la pace”.

In base a quanto sopra, facciamo alcune ipotesi basati su casi reali che ci riguardano:

  • AICE (Associazione Italiana di Ingegneria Economica) è femminile in quanto associazione;
  • ICEC (International Cost Engineering Council) è maschile in quanto “council”, cioè consiglio o concilio;
  • IPP (Independent Power Producer) è maschile in quanto “producer” cioè produttore.

E fino a qui sono capaci tutti, veniamo ora ai casi più difficili:

  • LTA GTI (Long Term Average Global Tilted Irradiation) sembra maschile perchè “irradiation” corrisponde all’italiano irraggiamento, tuttavia in italiano esiste anche la parola irradiazione;
  • IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) è un “panel” che in italiano si può rendere con comitato, commissione, gruppo di esperti, giuria;
  • WIRAB (Western Interconnection Regional Advisory Body) è un “body” nel senso di organizzazione, organismo, ente e simili;
  • SPQR (Senatus Populusque Romanus) è maschile perché lo sono sia il senato che il popolo, il problema è se debba essere trattato come singolare o plurale;
  • M&A (Mergers and Acquisitions), fusioni ed acquisizioni dovrebbe essere un femminile plurale.

Personalmente detesto gli acronimi.

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