L’ultimo ufficiale

Articolo   : L’ultimo ufficiale
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Pubblicato : 7 marzo 2025 alle 07:00
Autore     : Cicciodicastri
Categorie  : Blog

Il vento sollevava polvere e odore di carburante bruciato tra le baracche della caserma. Francesco si strinse nel giubbotto mimetico, tirando su il bavero. A cinquantasette anni, non avrebbe mai pensato di dover rimettere piede in una base militare, tantomeno con una guerra in corso.La chiamata era arrivata due settimane prima. Un ordine di richiamo per gli ufficiali in congedo. "Riserva strategica", l’avevano definita. Francesco aveva riso. Gli sembrava più un disperato tentativo di rattoppare le falle. Il conflitto tra l’Unione Europea e l’asse BRICS-USA era scoppiato all’improvviso, come un temporale in una notte d’estate. L’Europa orientale era il campo di battaglia, e l’Italia era stata costretta a mobilitare anche chi, come lui, pensava di aver chiuso con la guerra."Maggiore Di Castri?"Francesco si voltò. Un giovane tenente lo stava fissando con rispetto malcelato."Solo Francesco, ragazzo. Ho smesso di essere un ufficiale venticinque anni fa.""Comandi. Mi manda il colonnello Rossi, vuole vederla subito.""Certo, vediamo cosa vuole il Colonnello."Attraversò la caserma con passo lento. Nulla gli sembrava familiare. Droni da ricognizione volteggiavano sopra le torrette, monitor giganti proiettavano mappe digitali, e giovani soldati comunicavano con auricolari collegati a un'intelligenza artificiale da campo. Niente più radio, niente più mappe cartacee. Tutto automatizzato.“Siamo diventati pigri,” pensò.

La crisi arrivò all’alba, tre settimane dopo.Francesco era in ufficio a riempire moduli quando il primo blackout colpì. Le luci tremolarono, poi si spensero del tutto. Un attimo dopo, il frastuono delle sirene d’allarme fece tremare l’aria.Il colonnello Rossi irruppe nell'ufficio."Hanno colpito i nostri sistemi. Un attacco informatico su scala totale. I comandi sono offline, i droni non rispondono, e i satelliti sono ciechi. Stiamo per essere presi alla sprovvista.""Qual è la situazione sul campo?" chiese Francesco."Le forze nemiche avanzano dalla Slovenia e dal confine ungherese. La NATO è paralizzata, le truppe sul terreno non sanno cosa fare. Senza comunicazioni, siamo ciechi."Francesco si fermò un istante. Il suo cuore batteva più forte."Dove sono le radio?"Il colonnello lo guardò stranito."Le radio? Usiamo i sistemi digitali.""E adesso quei sistemi sono andati a puttane, giusto?"Silenzio.Francesco si passò una mano sul volto. Non c’era più tempo per le spiegazioni."Datemi accesso a un magazzino. Qualsiasi cosa con onde corte, vecchie trasmittenti, anche roba della Seconda Guerra Mondiale, se la trovate."Il colonnello esitò, poi annuì.Un’ora dopo, Francesco si trovava in una stanza buia, circondato da vecchie radio polverose. Cavi sparsi ovunque, manopole arrugginite. Accese un generatore di emergenza, e la prima scarica statica riempì l’aria."Qui posto avanzato Alfa, ricevete?"Silenzio. Poi una voce gracchiante:"Alfa… qui Delta… Dio, pensavamo foste tutti morti.""Non ancora. Dov’è la vostra unità?""Trincerati nella valle, sotto fuoco pesante. Non possiamo ritirarci né avanzare."Francesco prese una mappa cartacea e segnò rapidamente le posizioni. Se riusciva a contattare abbastanza unità, potevano riorganizzarsi.Per le successive cinque ore, la rete radio alternativa prese vita. I battaglioni persi ritrovarono il contatto, le postazioni d’artiglieria ricevettero nuove coordinate, le truppe in ritirata si riorganizzarono in un fronte difensivo.Senza le IA nemiche a prevedere le mosse europee, il nemico si trovò spiazzato. I droni avversari giravano a vuoto, incapaci di individuare comunicazioni digitali.Alle prime luci dell’alba, l’esercito europeo contrattaccò.Nel bunker del comando, il colonnello Rossi guardava la mappa aggiornata."Abbiamo ripreso la linea difensiva. Il nemico sta arretrando."Si voltò verso Francesco, ancora seduto accanto alla radio."Cristo santo, Maggiore, ha salvato l’intero esercito."Francesco sorrise, accendendosi una sigaretta."Ho solo ricordato a tutti che la guerra non la vincono i computer. La vincono gli uomini."

Dal blog di mio cugino, Francesco di Castri

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