Cosa sarebbe successo se in Italia ci fosse stato Gabriele d’Annunzio a capo della “rivoluzione nazionale” invece di Mussolini?

Fonte: https://it.quora.com/Cosa-sarebbe-successo-se-in-Italia-ci-fosse-stato-DAnnunzio-a-capo-della-rivoluzione-nazionale-invece-di-Mussolini

Trascrivo un’interessante risposta data ad una domanda su Quora: inutile a dirsi, si tratta di ucronia perciò non di storia ma di un lavoro di fantasia.

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L’Italia sarebbe stata meglio. Ne hanno parlato proprio in un film, Il cattivo poeta, ispirato alla vita del Vate e al suo esilio nel Vittoriale fino alla morte.

D’Annunzio era un uomo profondamente diverso da Mussolini. Innanzitutto era un uomo colto e raffinato che aveva una statura intellettuale che Mussolini non ebbe mai.

Poi era un sincero patriota e un uomo d’azione che diceva sempre quello che pensava e che non si tirò mai indietro per l’Italia, vedasi le sue straordinarie imprese.

Il volo su Vienna, in piena Grande Guerra, dove d’Annunzio gettò volantini tricolore agli austriaci.

L’impresa di Fiume, nel primo dopoguerra, per rendere la città all’Italia. Nel suo breve governo il poeta varò una costituzione avanzatissima per l’epoca che prevedeva la democrazia diretta, il salario minimo, il diritto allo sciopero e il suffragio universale.

D’Annunzio amava l’Italia ed era disposto persino ad immolarsi. A differenza di Mussolini, combatté sempre le sue battaglie e morì per le sue idee senza mai rinnegare se stesso.

Proprio perché era un uomo colto, D’Annunzio sognava una civiltà mediterranea dove i popoli potessero condividere la stessa cultura aborrendo sia il nazismo che le leggi razziali.

Sul Mediterraneo dove la Grecia rivelò la bellezza, Roma la giustizia e la Giudea la santità. Non possiamo aspettare l’arrivo dei barbari. Stanno consegnando l’Italia nelle mani di quel ridicolo nibelungo truccato alla Charlot”.

Nonostante le apparenze, negli ultimi anni il Vate aveva preso le distanze dal Duce diventando un intellettuale scomodo a tal punto che Mussolini lo definì come un ”dente guasto” che o si ricopre d’oro o lo si estirpa. Provarono a comprarlo finanziando i lavori del Vittoriale ma D’Annunzio continuava a criticare il regime e così decisero di farlo tacere.

D’Annunzio sognava un’Italia ideale. Mussolini trasformò quel sogno in un’odiosa dittatura relegando D’Annunzio nell’ombra conscio della sua fama.

Mussolini copiò tutto quello poteva copiare dal Vate ma un mediocre attore rimane sempre un mediocre attore mentre un poeta é sempre un poeta.

Se la rivoluzione l’avesse fatta D’Annunzio, l’Italia non sarebbe mai diventata una dittatura ma avrebbe acquisito quei diritti e quella democrazia che acquisirà soltanto dopo.

D’Annunzio non mi piaceva ma, da quando ho visto ciò che ha fatto, non ho potuto che ammirarlo. Tentò di avvertire Mussolini dei pericoli ma rimase inascoltato.

D’Annunzio aveva tanti difetti ma per me resterà sempre il Vate, il Sommo, il Poeta.

Autore: Giorgi Atanasov

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