Induismo: la scuola Vedanta

  • La scuola vedanta diventa un sistema elaborato nei secoli VII ed VIII, essa è una delle 6 scuole filosofiche ortodosse in India. Tuttavia essa è la scuola più diffusa fuori dall’India grazie a divulgatori come Radhakrishnan (presidente dell’India dal 1962 al ’67) ed Huxley (the Perennial Philosophy). Vedanta (fine dei Veda) assume la forma di un’esegesi sistematica delle Upanishad, si fonda pertanto su una scrittura infallibile ed immutabile, rivelata per  ispirazione verbale diretta.
  •  Per le Upanishad, tutti gli dei sono aspetti o manifestazioni di una realtà ultima (Brahman, concetto intraducibile = assoluto ultimo, astratto ed impersonale)
  • Sankara (VIII secolo) definisce un sistema che vede Brahman come un’entità triplice costituita da:
    •  saguna Brahman (Dio con attributi) e nirguna Brahman (senza attributi): impersonale ed astratto, tuttavia onnisciente e dotato di ogni potere, possiede conoscenza ed intelligenza (e ciò è in contrasto con il fatto che sia senza attributi), esso è descritto come intelligenza e beatitudine e pertanto non è il nulla assoluto; vi è qualche analogia con i nostri sistemi di teologia apofatica
    •  il mondo fenomenico è illusione, non è reale e per questo anche il saguna Brahman è un’illusione che viene trascesa dal nirguna Brahman; tuttavia non si tratta di un’illusione del tutto irreale, il mondo è illusione come nel gioco dell’illusionista o nel riflesso del sole nell’acqua, si tratta comunque di un’illusione correlata ad una realtà, che diviene una sorta di caratteristica della realtà stessa, qualcosa di simile a ciò che troviamo oggi nella fisica subatomica; il mondo è un passatempo di Brahman, una sorta di sogno cosmico ove i nomi e le forme hanno una potenzialità seminale (tutto ciò lascia intuire l’influsso che gli antichi miti indo-europei possono avere avuto sulla filosofia platonica ed in particolare sul mito della caverna)
    • triplicità di Brahman:
      • nirguna Brahman, pura intelligenza e beatitudine, eternamente immutabile; è l’unico veramente reale, ma non è conoscibile, non è una persona nel senso di agente finito e razionale
      • saguna Brahman, oggetto della meditazione devota, può assumere forma corporea fatta di illusione per gratificare i suoi fedeli, ai quali si manifesta come Indra o Vishnu
      •  Brahman che penetra in tutte le cose, come l’Io di ogni cosa, senza subire modificazioni, nella condizione di anima individuale (questione complessa e contraddittoria); “il Signore differisce dall’anima quanto lo spazio libero differisce dallo spazio limitato di una giara”
  •  concezione ciclica del tempo, liberazione dal ciclo delle reincarnazioni (ma se alcune anime si liberano, come fanno i fatti a ripetersi in modo perfettamente ciclico?)

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