Un minuto a mezzanotte

Trascrivo questo racconto breve di mio cugino Francesco di Castri. Significativo il nome della città (Ravenwood = Bosco dei Corvi)

Nella città di Ravenwood, avvolta da una nebbia perenne, viveva un investigatore privato di nome Marcus. Era noto per risolvere i casi più intricati, ma nulla lo aveva preparato per ciò che stava per affrontare. Una sera, ricevette una chiamata anonima che lo invitava a recarsi in una vecchia villa abbandonata ai margini della città.

Curioso e sospettoso, Marcus si diresse verso la villa. La porta era socchiusa e un’aria gelida lo accolse all’interno. Le pareti erano coperte di ragnatele e il pavimento scricchiolava sotto i suoi passi. Seguendo un debole suono, arrivò in una stanza dove trovò un antico orologio a pendolo. L’orologio segnava un minuto alla mezzanotte, indipendentemente dall’ora reale.

Improvvisamente, le luci si spensero e Marcus sentì un sussurro alle sue spalle. Si girò rapidamente, ma non vide nessuno. Il sussurro si fece più forte, trasformandosi in una risata inquietante. Marcus cercò di mantenere la calma e accese la torcia che aveva con sé. La luce rivelò una serie di fotografie appese al muro, tutte raffiguranti persone scomparse negli ultimi anni.

Tra le foto, Marcus riconobbe il volto di sua sorella, scomparsa misteriosamente anni prima. Il cuore gli batteva forte mentre cercava di capire cosa stesse succedendo. In quel momento, l’orologio a pendolo iniziò a suonare, e la stanza si riempì di una luce accecante.

Quando la luce si dissipò, Marcus si trovò in un luogo completamente diverso. Era in una stanza bianca, sterile, con pareti imbottite. L’unica cosa uguale alla stanza di prima era l’orologio a pendolo. Davanti a lui c’era un uomo in camice bianco che lo osservava con uno sguardo compassionevole.

“Benvenuto, Marcus,” disse l’uomo. “Sei stato in coma per cinque anni. Tutto ciò che hai vissuto era solo un sogno.”

Marcus si sentì sopraffatto dalla rivelazione. La villa, le fotografie, il mistero… tutto era frutto della sua mente. Ma mentre cercava di accettare la realtà, notò un dettaglio: l’orologio a pendolo nella stanza segnava ancora un minuto alla mezzanotte.

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