Cognome e identità

Il nostro sistema antroponimico è basato su uno o più prenomi personali ed un cognome ereditario che si trasmette per via patrilineare: le varianti storiche al sistema che prevedono l’aggiunta del cognome materno e talvolta l’uso dei quattro cognomi degli avi non ledono le caratteristiche del sistema che, trasmettendo in maniera ereditaria il primo cognome, cioè quello paterno, resta comunque un sistema patrilineare. Il sistema di trasmissione dei nomi gentilizi era già patrilineare al tempi dell’Impero Romano e, dopo un periodo di confusione fra il VI ed l’XI secolo, iniziò a ricostituirsi di nuovo in linea patrilineare. Iniziarono inoltre le registrazioni delle famiglie prima con i registri dei Fuochi e poi con i registri dei battesimi, matrimoni e morti a cura delle autorità ecclesiastiche e resi obbligatori dal Concilio di Trento nel XVI secolo.

A titolo di esempio, nella penisola iberica ed ancora nella Spagna del XVI secolo erano usati i cognomi dei quattro avi: Hernando Cortés Monroy Pizarro Altamirano era figlio di Martin Cotrés Monroy e Catalina Pizarro Altamirano, tuttavia il cognome ereditato dai discendenti e sul quale si costituì l’identità della famiglia è stato Cortés, mentre gli altri tre cognomi variavano di generazione in generazione (per completezza si deve ammettere che questa è una semplificazione e che il sistema era in realtà più complesso, come peraltro è più complesso il sistema ancora vigente in Portogallo ed in Brasile).

Dal sistema di trasmissione del cognome patrilineare deriva una idea identitaria fondata sul cognome, tanto più forte quanto più il cognome è raro oppure in presenza di antenati illustri: persone che hanno lo stesso cognome sono tentate di verificare se hanno antenati comuni e talora li trovano, e questa idea di parentela poco ha a che fare con la genetica, si tratta più che altro di un vincolo storico.

Il sistema antroponimico patrilineare, esistente già in epoca romana, è comune a tutta la civiltà occidentale ed a molte altre civiltà, anche se sono esistiti fino al XV secolo, anche in Occidente, esempi di trasmissione del cognome per via matrilineare: è evidente che un sistema matrilineare generalizzato avrebbe le stesse caratteristiche ed otterrebbe lo stesso risultato identitario di un sistema patrilineare.
Ciò che invece lede l’identità familiare è il sistema misto che si vuole introdurre per un malinteso e forse patologico anelito all’eguaglianza universale: i figli potranno scegliere il cognome paterno o materno e magari cambiarlo nel tempo, oppure scegliere il cognome del loro calciatore favorito. In tal modo già dalla seconda generazione il concetto stesso di parentela inizierà a perdersi: se lo scopo è una società di individui isolati, eguali e privi di identità questa è la strada giusta, ma in tal caso dobbiamo anche prevedere l’evoluzione verso una società di cloni. È questo ciò che vogliamo?

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