Luca di Castri Quaranta (1861-1929)

Nato a Francavilla Fontana nel 1861, da Giovanni di Castri e Maria Quaranta. In età giovanile, secondo un’abitudine di origine spagnola ancora vigente in alcune famiglie nobili dell’ex Reame delle Due Sicilie, usava firmarsi Luca di Castri Quaranta – anche a causa della quasi omonimia con i cugini Luca di Castri Miano e Luca di Castri Vecchio.
Ancora adolescente si trasferì a Napoli per frequentare l’Istituto Tecnico Fisico-Matematico e successivamente l’Università e la Scuola d’Ingegneria, da cui uscì come Ingegnere Civile col massimo dei voti. Risultò vincitore dei concorsi per il Genio Nanale, il Corpo dei Pompieri e le Ferrovie.
Operò per alcuni anni come ingegnere presso le Ferrovie, dirigendo la realizzazione di importanti opere d’arte; successivamente esercitò la libera professione, costruendo vari edifici specialmente nel rione Vasto. Infine, vinse il concorso presso il Comune di Napoli e seguì la carriera percorrendo i vari gradi dell’Ufficio Tecnico, giungendo al grado di Capo Divisione nel 1911. Come Capo Divisione, creò la nuova Zona Industriale.
Sposò Sofia Buccino Grimaldi (1860-1947), di nobile famiglia napoletana; dal matrimonio nacquero Giovanni (1894), Ettore (1896), Mario (1899), Adriano (1901) e la piccola Maria, morta infante.
Nel 1917, in seguito a concorso esterno, fu nominato Direttore Generale dell’Ufficio Tecnico, carica che tenne fino al 1925, anno in cui fu costretto a chiedere il collocamento a riposo per motivi di salute, conseguenti ad un incidente avvenuto allorché, avendo voluto esplorare personalmente e per primo uno sprofondamento avvenuto a Capodimonte, precipitò in una voragine apertasi improvvisamente.
Fu l’ideatore del Piano Generale Regolatore, del progetto del Rione Occidentale e di altri importanti progetti; fu inoltre membro del Consiglio Tecnico Municipale, della Commissione Edilizia, dell’Ente Autonomo del Porto e dell’Istituto di Incoraggiamento.
Sono anche da attribuire a lui il progetto di collegamento ferroviario sotterraneo fra la Stazione di Mergellina e la Stazione Centrale, il traforo di Fuorigrotta e molte altre opere.
Alla sua attività presso il Comune si affiancò una brillante carriera accademica: subito dopo la laurea, si pareggiò in Applicazioni di Geometria Descrittiva e, per anni, tenne il corso ufficiale presso il Politecnico accanto al prof. Nicodemi. Fu relatore delle Commissioni di Laurea sino al 1928.
Fu insignito di alte onorificenze cavalleresche, della medaglia d’argento dell’Istituto di Incoraggiamento di Napoli per un nuovo sistema di massicciata stradale e della Medaglia al Valor Civile per l’esplorazione dello sprofondamento di Capodimonte.
Di lui ci restano diversi libri: Teoria delle volte e dei ponti a sbieco, considerata la sua opera di maggior rilievo; Cenni sul taglio delle pietre; I piani quotati; Assonometria; Prospettiva.

È sepolto in Napoli, presso l’Arciconfraternita delle Arti.

Nota: le informazioni qui contenute, oltre che dalla memoria familiare, sono tratte dal necrologio pubblicato negli Annali della Sezione di Napoli del Sindacato Nazionale Fascista degli Ingegneri (giugno 1929) nonché dal libro di Feliciano Argentina – La stampa periodica francavillese.

Gianluca di Castri 05/08/2001 (rev. 30/12/2019)