9 – STORIA E TRADIZIONE

La documentazione trasmessa di generazione in generazione nonché le ulteriori ricerche, negli Archivi di Stato e negli Archivi Ecclesiastici, effettuate negli anni ’30 del XX secolo, da Giovanni di Castri (1894 -1984), dimostrano l’origine nobiliare dell’attuale famiglia di Castri, di Francavilla Fontana, discendente di Francesco Antonio de Castro, nato il 5 ottobre del 1611 e sposato con Candia Forleo di Giovanni Battista.

Si deve notare la presenza delle due varianti “Castro” e “Castri”, che si alternano nelle versioni “de Castro”, “de Castri” e “di Castri” (1): la spiegazione può essere nell’uso del genitivo latino della parola che di fatto ha costituito il cognome (castrum, gen: castri).

La transizione dal cognome “de Castro” alla versione più moderna “di Castri” è documentata dall’atto di battesimo di Marsilio di Francesco Antonio, nato nel 1646 e nel successivo atto di battesimo del di lui nipote diretto, di Francesco Vito di Donato di Marsilio, nato nel 1704.

Una lapide sita nel crocevia nella piazza detta “dei quattro cantoni” in Palermo chiarisce l’assunto: essa infatti recita “FRANCISCUS DE CASTRO COMES CASTRI”

La famiglia “de Castro” poi “di Castri”, di origine aragonese, compare in Italia, ed in particolare in Molise e successivamente nelle Puglie, nel XV secolo. Se ne trova traccia nei privilegi aragonesi (Privilegiorum Libri) ove compaiono i seguenti nomi:

  • Johannes, nobile, Tesoriere Magnifico della città di Gaeta (esec. 1442-1460, pag. 9 folio 148)
  • Berardino, nobile, Credenziere d’Abruzzo (esec. X, 1495, num. 2, pag. 187 e Privilegiorum pag. 108-39 vol. 16),
  • Nicola Antonio, nobile, che, con Raimondo e Giovanni, fu investito di parte del castello di Montorio (Privilegiorum vol. 7 pag. 51-4): da lui discende l’attuale ramo della famiglia fiorito nelle Puglie ed in particolare nella città di Francavilla Fontana.(2)
  • Antonuccio, nobiluomo, Capitano di Giustizia e Guerra della città di Capua, con diritto di mero e misto imperio e potestà di gladio (1° luglio 1444) e successivamente Capitano di Giustizia e Guerra della città di Lanciano (24 agosto 1445)
  • Andrea, nobiluomo, regio familiare (1° ottobre 1445)
  • Giovanni, Marino ed Andrea di Giovanni de Castro (concessione di un feudo nei pressi della città di Atri (8 aprile 1446)
  • Andrea di Giovanni de Castro, Capitano di Giustizia e Guerra della città di San Severo e del distretto di essa, con mero e misto imperio, potestà di gladio e il consueto stipendio, con decorrenza dall’anno 1448-49 (29 maggio 1447)

Tracce della famiglia vi sono altresì nei documenti della città di Amalfi.

Il ramo fiorito nelle Puglie

Dai documenti reperiti presso la diocesi di Oria risulta un figlio di Nicola Antonio, di nome Antonio, il cui figlio Antonello risulta battezzato in Francavilla Fontana il 26/12/1576 (registro 1570-99),

Da lui discendono, in ordine cronologico:

  • Francesco Antonio, nato il 05/10/1611, sposa Candia (Candida?) Forleo (registro 1600-19)
  • Marsilio, nato nel febbraio 1646, figlio di Francesco Antonio e di Candia Forleo di Battista (registro 1640-48)
  • Donato, date mancanti, sposa Margarita del fu Matteo Corvino
  • Francesco Antonio Vito, figlio di Donato di Marsilio e di Margarita del fu Matteo Corvino nato il 25/01/1704, sposa Anna Zizo di Vito (registro 1702-08)
  • Gaetano Saverio Maria, nato il 25/04/1741, sposa Anna Lucia di Oronzo Nardiello (registro 1739-44)
  • Raffaele Donato Pasquale, nato il 25/02/1769, sposa Giuseppa di Giovanni della Porta (registro 1765-72)
  • Giovanni Gaetano, nato  il 17/02/1795 , sposa Giacinta Altavilla (registro 1795-99)
  • Luca, nato il 18/07/1814, morto il 25/04/1886, sposa Carolina Battista (registro 1811-29)

Francesco Antonio, nato il 5 ottobre 1611, viene comunemente considerato il capostipite del ramo pugliese.
Fra i discendenti di Francesco Antonio, in epoca più recente,  vi è Luca, nato nel 1814, noto per le sue attività imprenditoriali e commerciali[4], da cui discendono tutti gli attuali membri noti della famiglia. Di lui si ricorda un ritratto ad olio che lo ritrae con un abito a falde (giamberga) e con una decorazione non identificata; il quadro, agli inizi del secolo XX, era in possesso di suo figlio Luciano; purtroppo se ne è persa la traccia.
I figli di Luca furono Giovanni, Francesco, Giacinto, Michele e Luciano, nati fra il 1837 ed il 1860; Luca morì nel 1886.

Discendenti di Giovanni
Giovanni, nato nel 1837, sposò Maria Quaranta]. Iniziò la carriera militare come ufficiale dell’esercito napoletano e, dopo il 1860, si ritirò dedicandosi all’insegnamento della matematica.
Fra i loro figli si ricordano Luca (1861-1929), ingegnere e professore universitario ed il di lui fratello, dott. Luciano (1882-1965), prefetto del Regno e poi della Repubblica.
Nella generazione successiva ricordiamo Giovanni, generale (1894-1984), Ettore, professore universitario (1896-1960), Mario, generale (1899-1968), Ruolo d’Onore ed Adriano, anch’egli professore (1902-1964), tutti e quattro figli di Luca ed inoltre Giovanni (1915-1940), figlio di Luigi, capitano, medaglia d’oro al VM e la di lui sorella Pia, per anni docente di filosofia presso il liceo classico ed alla quale la città di Francavilla Fontana ha recentemente dedicato una strada.

Discendenti di Francesco
Francesco, notaio, ebbe diversi figli, per un periodo di circa trent’anni. Il primo di essi, Luca, anch’egli notaio, occupò un posto di rilievo nella vita pubblica francavillese, fu Presidente dell’Ospedale Civile e Sindaco(1913-14). La linea che da lui discende è tuttora fiorente, suo figlio Umberto (1900-1995) fu avvocato molto noto in Francavilla.
Luigi, ultimo figlio di Francesco, (1898-1986) sposò Irma Liviero Tiepolo, fu professore e diplomatico, decorato di alte onorificenze italiane e spagnole fra cui l’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro; il di lui figlio Francesco (1930-2005) è stato professore nonché diplomatico di rilievo, essendo giunto alla carica di Vice Direttore Generale dell’UNESCO, massima carica raggiunta da un italiano, con rango diplomatico di ministro. Presidente dell’Istituto Mondiale delle Scienze e dell’Unione Internazionale di Scienze Biologiche, è iscritto al Ruolo d’Onore delle Nazioni Unite.

Discendenti di Giacinto
Giacinto sposò Rosa Maria Vecchio e gli unici discendenti rimasti sono in Canada, ove il di lui figlio Ciro si trasferì. Il figlio primogenito, Luca di Castri Vecchio, scrittore e giornalista, fondò e diresse a partire dal 1902 la rivista quindicinale artistica, scientifica e letteraria L’Aquila, sulla quale egli stesso scriveva articoli di critica letteraria francese.
Il ramo canadese è tuttora fiorente, il personaggio più noto è stato l’architetto John di Castri.

La famiglia originaria in Spagna dall’ VIII al XVI secolo
Secondo una tradizione familiare, la famiglia di Castri sarebbe un ramo ultrogenito di un’importante famiglia spagnola comunemente nota come de Castro Xeres (Castrum Caesaris) o altrove come Castro de Lemos.
Esistono parecchi indizi a sostegno di tale tradizione, in particolare l’uso dello stemma “d’azzurro, al castello a tre torri d’oro, cimato sulla torre di mezzo da una bandiera astata d’argento, svolazzante a sinistra, con due leoni coronati del secondo controrampanti ed affrontati al castello”, che è usato in famiglia almeno dal XVIII secolo e che, secondo il Nobiliario di Sicilia di Antonino Mango di Casalgerardo, è uno degli stemmi usati dai Castro Xeres. Tale stemma si trova anche in una masseria di antica proprietà di membri della famiglia.

Edifici di riferimento

  • Palazzo di Castri (quondam Basile) in Francavilla Fontana
  • Casina di Castri, nel territorio del Comune di Francavilla Fontana sulla strada verso Oria
  • Chiesa di San Vincenzo de’ Paoli in Villa Castelli (progetto ing. arch. Luca di Castri)

Note:

(1) La grafia “di Castri”, con la particella iniziale minuscola, è indizio ma non prova di nobiltà; inoltre, non si deve dimenticare che vi furono molteplici errori di registrazione e di trascrizione nella storia e nei registri dello stato civile e delle parrocchie

(2) Probabilmente a loro si riferisce la tradizione familiare dei due fratelli, ambedue capitani dell’esercito spagnolo, che si trasferirono in Italia.